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Somalia, al-Shabaab cambia tattiche dopo l’offensiva a Hiraan

Al-Shabaab cambia tattiche dopo l’offensiva dell’esercito somalo e di ATMIS a Hiraan. Il gruppo pro al-Qaeda conferma le sue capacità di resilienza e adattamento

In Somalia la guerra tra le forze regolari, supportate dalla missione ATMIS dell’Unione Africana, contro al-Shabaab si evolve. I primi hanno lanciato un’offensiva ad ampio raggio a Hiraan, mentre i secondi hanno affinato le tecniche di risposta e di guerriglia. Agli assalti contro installazioni militari e pattuglie nemiche, infatti, il gruppo pro al-Qaeda sta associando attacchi complessi, come quelli SVBIED, come conferma l’aggressione a una base dell’esercito a Beledweyne. In quell’occasione sono stati usati due camion e un veicolo imbottiti di esplosivo, che ha causato almeno 40 morti. Inoltre, l’offensiva nella regione ha innescato contrattacchi nelle aree meridionali e centrali del paese africano. I bersagl dei jihadisti, peraltro, sono sia di tipo tradizionale sia “soft” quali i civili, le attività commerciali e i convogli umanitari. Di fatto, da parte dei fondamentalisti si registra un cambio di tattiche, che conferma la forte capacità di adattamento e resilienza della formazione.

I nuovi attacchi dei jihadisti puntano a indebolire il “nemico” sul versante dell’immagine e a evitare ribellioni tra i clan

Con il progredire delle manovre a Hiraan si ritiene ci saranno ulteriori attacchi di al-Shabaab nelle regioni centrali e meridionali somale. I jihadisti pro al-Qaeda hanno anche ricevuto forze fresche. Ciò, grazie al completamento dell’addestramento da parte di centinaia di miliziani presso il Sayid Muhammad Abdullah Hassan Military Training Camp. Inoltre, potrebbero ottenere nuovo sostegno da parte della popolazione a seguito della siccità e della carestia che stanno colpendo il paese africano. L’obiettivo dei fondamentalisti è duplice. Da una parte, indebolire il “nemico” soprattutto sul versante dell’immagine, prevenendo sul campo i tentativi di accerchiamento nelle zone critiche. Dall’altra mostrare ai civili e agli stessi guerriglieri che la formazione è più forte di Mogadiscio, al fine di ridurre i rischi di rivolte dei clan locali, come si è visto recentemente nelle aree centrali e meridionali della nazione (l’operazione contro al-Shabaab a Hiraan è sostenuta dalle tribù locali).

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