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Somalia, Al Shabaab alza il tiro e punta gli addestratori occidentali

Somalia, Al Shabaab Alza Il Tiro E Punta Gli Addestratori Occidentali

Al Shabaab alza il tiro in Somalia: nello stesso giorno attacca i militari italiani di EUTM a Mogadiscio e i soldati Usa a Baledogle. Fortunatamente le azioni non provocano vittime

Al Shabaab alza il tiro in Somalia e prende di mira le forze internazionali. I miliziani legati ad Al Qaeda negli ultimi giorni hanno attaccato i soldati italiani della missione EUTM e quelli Usa, di stanza nel paese africano. Nel primo caso c’è stato un attentato contro un convoglio di tre mezzi dei nostri addestratori, che dall’accademia militare Siyad di Mogadiscio si spostava verso il ministero della Difesa. L’azione, fortunatamente, non ha causato feriti ma solo alcuni danni ai VTLM Lince. Nel secondo, invece, è stata presa di mira la base presso l’aeroporto di Baledogle con un attacco complesso. Prima all’entrata dello scalo è esplosa un’autobomba. Poi, un gruppo di uomini armati ha cercato di fare irruzione all’interno della struttura. Anche in questo caso l’azione è fallita. I soldati statunitensi e quelli locali hanno respinto i jihadisti prima che questi riuscissero a violare il perimetro di sicurezza.

L’obiettivo dei jihadisti legati ad Al Qaeda è duplice: da una parte rallentare l’addestramento delle truppe somale. Dall’altra mostrare alla popolazione e agli stessi miliziani che il gruppo è sempre più forte ed è in grado di colpire chiunque

Il doppio attacco contro le forze straniere fa presagire un cambio di passo da Al Shabaab. I jihadisti finora avevano preso di mira le forze di sicurezza, intelligence e alti funzionari somali, nonché le truppe dell’Unione Africana (AU). Ciò in quanto sono bersagli più facili da colpire, essendo meno protetti. I pochi scontri con i militari occidentali, invece, sono avvenuti solo nel corso di operazioni per eliminare i miliziani. Invece, ora i terroristi hanno cominciato a puntare proprio gli addestratori. I bersagli Usa e italiani erano molto distanti tra loro (circa 100 chilometri), quindi si è trattato di un’azione pianificata e coordinata, che fa presagire nuove azioni in futuro. L’obiettivo è duplice: da una parte rallentare lo sviluppo delle capacità operative dei soldati somali. Dall’altra mostrare a popolazione e agli stessi membri che il gruppo è sempre più forte e in grado di colpire chiunque. Compresi i nemici “crociati”. 

Si attende ora la risposta di Mogadiscio-Africom, che peraltro potrebbe partire proprio dall’aeroporto di Baledogle 

Nelle prossime ore – con ogni probabilità – ci sarà la risposta del governo di MOgadiscio e di AFRICOM, il comando militare Usa per le operazioni in Africa, all’attacco di Al Shabaab. Presumibilmente si tratterà di un raid aereo contro postazioni dei jihadisti o di un blitz congiunto dei commandos dei due pesi, teso a neutralizzare chi ha pianificato l’azione. Forse, partirà proprio dall’aeroporto di Baledogle. Questo, oltre ai peacekeeper ugandesi e a un centro di addestramento, ospita infatti anche le forze speciali americane e quelle somale. Inoltre, vi decollano i Predator B, i droni armati che in numerose occasioni hanno eliminato i miliziani.

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