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Siria, ucciso il pianificatore Isis dell’attacco a Istanbul a capodanno

Siria, Ucciso Il Pianificatore Isis Dell’attacco A Istanbul A Capodanno

Abdurakhmon Uzbeki, stretto collaboratore di al-Baghdadi, ucciso il 6 aprile nella zona di Maydan

In Siria sono Usa-SDF conducono operazioni elitrasportate per eliminare alti comandanti Isis. Lo ha confermato il colonnello John Thomas, portavoce del Comando Centrale americano per le operazioni militari (CENTCOM). L’alto ufficiale ha annunciato che il 6 aprile è stato ucciso nella zona orientale del paese Geiratzon Ozimovie (alias Abdurakhmon Uzbeki), cittadino uzbeko, responsabile di aver organizzato l’attacco terroristico alla discoteca Reina a Istanbul il 1 gennaio 2017, che ha causato 39 morti e oltre 70 feriti. L’azione è stata rivendicata dal Daesh come risposta alla partecipazione della Turchia alle operazioni militari in Siria. Uzbeki era noto per essere uno stretto collaboratore del leader dello Stato Islamico, Abu Bakr al-Baghdadi. La morte di Uzbeki, peraltro, era stata confermata il 12 aprile dal Consiglio per la sicurezza della Regione del Kurdistan (KRSC). Questo aveva spiegato che l’uomo era responsabile delle finanze e della logistica del gruppo, inclusi i trasferimenti di miliziani.

Come è avvenuta l’operazione che ha portato alla morte del leader Isis

“Lo abbiamo collegato chiaramente con l’attentato a Istanbul – ha spiegato Thomas -. È stato ucciso nel corso di un’operazione sul terreno vicino Maydan in Siria”. A proposito, l’alto ufficiale non ha voluto fornire ulteriori dettagli. Nei giorni scorsi, però, ci sono state indiscrezioni su attacchi mirati a Isis nella zona orientale di Deir ez-Zor, vicino alla provincia di Raqqa, effettuati tramite incursioni elitrasportate dei commandos SDF (forse HAT), supportati dalle forze speciali della Coalizione anti-Daesh. Quello in cui ha perso la vita Uzbeki, con tutta probabilità è avvenuto tra al-Kubar e al-Jazrah. Quattro elicotteri sono atterrati nella zona e hanno attaccato un veicolo su cui viaggiavano membri dello Stato Islamico, uccidendoli. Poi hanno istituito check point sulle strade principali e vicino alla stazione idrica. Qui hanno attaccato e catturato un altro gruppo di miliziani che si trovava nell’area. Infine, hanno preso le salme e sono ripartiti in volo.

Ci sono stati altri raid elitrasportati per eliminare capi Daesh

Quella che ha portato alla morte di Uzbeki, peraltro, non è l’unica operazione elitrasportata, avvenuta in Siria per eliminare comandanti Isis. C’è stato un raid nel deserto di al-Tebni. Al margine occidentale estremo di Deir ez-Zor, al confine con Raqqa. In questo caso sono intervenuti due elicotteri, che hanno sbarcato diversi commandos delle SDF. I combattenti hanno attaccato un’autovettura con a bordo 4 membri del Daesh, uccidendoli. Poi, hanno preso le salme e le hanno caricate a bordo dei velivoli, decollando. La notizia delle operazioni è trapelata tra i ranghi dello Stato Islamico, che hanno dichiarato lo stato d’allerta in tutta la zona. Ma lo hanno fatto troppo tardi. Tanto che, secondo fonti locali, nella stessa zona ci sono state altre azioni simili nei giorni seguenti.

I raid elitrasportati si rivelano un’arma vincente contro Isis in Siria

Per i comandanti Isis in Siria, questo tipo di operazioni sono un incubo. Per spostarsi tra i vari territori controllati dal Daesh, che sia per motivi ufficiali o per fughe, sono costretti infatti a muoversi nell’ombra. Con una scorta esigua e pochissime protezioni, cercando di non destare sospetti. Altrimenti, sanno che saranno individuati e attaccati dai cieli. Se non dai loro stessi uomini in caso di “tradimento”. Per le SDF e la Coalizione, invece, è un’ottima opportunità per colpire i vertici dello Stato Islamico mentre sono “scoperti”. Cioè in terreno aperto e con poche difese. Peraltro, questo tipo di operazioni hanno 2 vantaggi: innanzitutto presentano rischi ridotti per le forze coinvolte, in quanto si tratta di azioni “mordi e fuggi”. Inoltre, garantiscono una buona percentuale di identificazione dei bersagli neutralizzati, nonché di successo. Infine, proprio per le loro caratteristiche non permettono a Isil di reagire. Da qui, è estremamente probabile che i raid elitrasportati continueranno anche prossimamente.

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