Siria, Tabqa è libera. Le SDF hanno cacciato Isis dalla città

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Ammainata la bandiera Isis nel centro di Tabqa

Isis è stato cacciato da Tabqa. È ufficiale. Le SDF/YPG hanno mantenuto la promessa. Nonostante gli attacchi della Turchia hanno perso la città e ammainato la bandiera del Daesh in centro. Nelle scorse ore i jihadisti si erano ritirati dagli ultimi due quartieri del centro abitato, per dirigersi verso nord e ovest, ai margini. A questo proposito, i combattenti siriani hanno aperto negoziati con gli ultimi miliziani dello Stato Islamico rimasti nella zona. L’obiettivo è aprire un corridoio sicuro per permettere loro di lasciare la città e dirigersi verso Deir ez-Zor. Intanto, le SDF hanno accolto altri civili in fuga dalla zona. Sembra che il numero degli sfollati presso i campi profughi sia arrivato a circa 5.000. Questi ricevono sostegno umanitario dai combattenti, ma hanno bisogno di ulteriori aiuti umanitari.

Il prossimo avvio dell’offensiva a Raqqa è oggi concreto

La conquista delle SDF di Tabqa contro Isis è stata strategica. Ora, infatti, si aprono le porte per l’offensiva a Raqqa, per cacciare via Daesh da tutta la provincia. A proposito sono in arrivo all’aeroporto militare della città numerosi rinforzi e mezzi. Questi, appena verrà dato l’ok, muoveranno lungo la Halap-Ar Raqqah Road per raggiungere il resto del contingente in arrivo da nord, da ovest e da est. La roccaforte dello Stato Islamico sarà completamente circondata e stretta in un assedio. I combattenti siriani potranno così attaccare da più fronti in contemporanea. Strategia che si è rivelata vincente, in quanto lo Stato Islamico non ha le capacità per rispondere in maniera efficace. Di conseguenza, le truppe avanzeranno velocemente verso il “core” della città. Sarà lì che si combatteranno le battaglie più dure.

Si mettono a punto gli ultimi dettagli dell’assalto alla roccaforte Isis

Nel frattempo, le SDF stanno lavorando senza sosta a nord di Raqqa per creare gli ultimi corridoi verso la roccaforte Isis. Questi serviranno da una parte per far confluire i combattenti. Dall’altra per evacuare i civili in sicurezza. Inoltre, sono stati posti in essere diversi meccanismi per contrastare possibili tentativi di contrattacco a sorpresa dello Stato Islamico. Le truppe, infatti, non avanzeranno tutte insieme. Ma a scaglioni separati, per annientare sul nascere qualsiasi minaccia degli jihadisti. Questi, però, sono ormai chiusi nella città e col morale a terra. La caduta di Tabqa ha assestato loro un altro duro colpo. Sanno che ormai i tempi dell’attacco nemico sono prossimi e che non c’è nessuno che potrà correre in loro aiuto. Anzi. Continuano le fughe di massa verso Deir ez-Zor. Di conseguenza, il primo problema di Isil sarà riuscire a mantenere all’interno di Raqqa gli uomini.