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Siria, SDF vicine alla prigione Isis. Al suo interno forse ci sono occidentali

Siria, SDF Vicine Alla Prigione Isis. Al Suo Interno Forse Ci Sono Occidentali

Le forze curde sono a 8 chilometri da al Tabqa, il più grande complesso carcerario del Daesh. L’offensiva procede con cautela per evitare vittime civili.

In Siria le forze curde continuano a stringere il cerchio sulla roccaforte Isis a Raqqah. Le Sirian Defence Forces (SDF) sono arrivate a pochi chilometri dalla più grande prigione del Daesh in tutto il Medio Oriente: quella di al Tabqa, a nord della “capitale” del Califfato. La conferma viene dall’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani (SOHR), il quale fa sapere che le SDF stanno cercando di avanzare lungo il fiume al-Furat, nell’area di Jaer e del suo castello. In queste ore si trovano a circa 8 chilometri dal carcere speciale, in cui sarebbero asserragliati diversi comandanti. I combattenti dell’operazione “Euphrate Wrath”, però, devono procedere con cautela. L’uso dei raid aerei e dell’artiglieria, infatti, deve essere limitato. Ciò, in quanto nella struttura si trovano anche molti civili e alleati, detenuti da tempo. Sembra anche che all’interno della prigione possano trovarsi alcuni ostaggi occidentali, ma la notizia non è stata confermata. Ci sono certamente i militari siriani, fatti prigionieri da Isis nella battaglia presso la base aerea della città, avvenuta ad agosto del 2014.

I tempi per la conquista del carcere non saranno lunghi

Non ci vorrà molto, comunque, prima che il carcere di al Tabqa sia liberato. Le capacità di difesa di Isis sono ridotte al limite. Sia per la scarsità di risorse su cui il Daesh può contare nella città sia perché molti leader sono fuggiti in altre zone della Siria nelle scorse ore. Le SDF, invece, possono contare su un flusso costante di rinforzi e rifornimenti. Inoltre, non hanno “fretta” di agire, ma pianificano ogni mossa con la Coalizione internazionale anti-Stato Islamico. Questa fornisce loro informazioni d’intelligence e immagini con le coordinate delle postazioni jihadiste. Inoltre, monitora costantemente l’area dall’alto, comunicando in tempo reale gli spostamenti del nemico. Di conseguenza, è solo questione di tempo prima che anche questa città cada.

L’operazione Euphrate Wrath contro Raqqah procede a ritmi spediti

In Siria prosegue anche la “fase 2” di “Euphrate Wrath”, che ha preso il via il 10 dicembre. Altri contingenti delle SDF si trovano a meno di 50 chilometri a nord di Raqqah e a 30 da ovest. Si sta lavorando in queste ore per consolidare i risultati, bonificando completamente dalla presenza di Isis i villaggi e i centri abitati conquistati. Una volta cacciati tutti i miliziani del Daesh dalla zona, si procederà a stringere ulteriormente il cerchio, fino ad arrivare alla fine alla roccaforte del Califfato. Non manca molto, data la velocità di esecuzione delle operazioni in corso. E i primi a saperlo sono i miliziani dello Stato Islamico. Questi, secondo il SOHR, hanno giustiziato un ragazzo che aiutava i civili a fuggire dai loro territori. I jihadisti, infatti, non possono perdere la loro “arma” migliore per sperare di resistere altro tempo: la popolazione locale, usata come scudi umani. Senza di essa, il Califfato finirebbe molto velocemente.

 

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