Siria, SDF tolgono a Isis altro terreno lungo l’Eufrate a Deir ez-Zor

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Le SDF tolgono a Isis al-Jadeela e Alyaz. Inoltre, prosegue l’assedio ad Hajin e bloccano attacchi ai campi profughi

Isis perde altro terreno sulla sponda orientale dell’Eufrate a Deir ez-Zor. Le SDF dell’operazione Cizire Storm (Al Jazeera) hanno cacciato Daesh da al-Jadeela e Alyaz. Inoltre, hanno ultimato la bonifica di Gharanij dai jihadisti. I combattenti siriani proseguono anche l’assedio a Hajin, presa quasi totalmente. Tanto che tra le fila dello Stato Islamico si registrano numerose fughe in direzione di Ash Sha’ fah e Abu Kamal (Al Bukamal). Parallelamente, le unità anti-terrorismo (YAT) delle forse a guida curda stanno eliminando le cellule dei miliziani nella provincia e nella vicina Raqqa. L’ultima è stata scoperta e bloccata a Karama, prima che potesse agire. I terroristi avevano pianificato di compiere un attacco terroristico al campo profughi di Mabruka. Nell’operazione sono stati uccisi 14 elementi Isil e sequestrata – oltre ad armi e munizioni – un’autobomba pronta a essere usata.

A Raqqa i genieri di Inherent Resolve costruiscono un ponte di ferro che collega Hawi al-Hawa con l’ex roccaforte Daesh

Intanto a Raqqa le SDF col sostegno della Coalizione Internazionale e di altri partner, continuano la bonifica della città e la sua ricostruzione. L’obiettivo è ripristinare nella provincia i servizi essenziali alla popolazione, distrutti nella campagna contro Isis. Nei giorni scorsi è stato collocato un ponte di acciaio vicino al villaggio di Hawi al-Hawa, per permettere ai civili locali di raggiungere facilmente l’ex capitale Daesh. Inoltre, garantirà un più veloce accesso agli aiuti umanitari agli abitanti del quadrante ovest della ex roccaforte dello Stato Islamico. Il ponte, peraltro, è stato costruito e reso operativo in appena 16 ore grazie al contributo dei genieri di Internet Resolve. A Raqqa, nel frattempo, prosegue la bonifica dei vari quartieri dalle mine e dagli ordigni improvvisati (IED) disseminati da Isil. Bisogna fare presto per far tornare i siriani alle loro case e per evitare incidenti che costino le vite di civili innocenti.