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Siria, il possibile attacco della Turchia ai curdi spaventa anche l’Italia

Siria, Il Possibile Attacco Della Turchia Ai Curdi Spaventa Anche L’Italia

L’eventuale offensiva della Turchia contro i curdi a Idlib in Siria potrebbe avere forti ripercussioni per l’Italia

Un eventuale attacco della Turchia ai curdi in Siria potrebbe creare problemi anche all’Italia. Il nostro paese, infatti, schiera nella zona meridionale della nazione una batteria di missili SAMP/T a Kahramanmaras. Ciò insieme “ad un volume massimo di 130 militari del Quarto reggimento artiglieria controaerei Peschiera” ed “elementi di staff del Comando artiglieria contraerei di Sabaudia, come riporta il sito del ministero della Difesa italiano. I nostri soldati fanno parte della missione NATO “Support to Turkey” di difesa aerea integrata, Active Fence. Però, sono anche membri della Coalizione Internazionale anti-Isis a guida Usa, che supporta le SDF e i Peshmerga contro Daesh. Tanto che addestrano i combattenti curdi in Iraq. Perciò, se Ankara dovesse lanciare l’offensiva a Idlib si troverebbero tra due fuochi. E insieme a loro anche gli altri membri dell’Alleanza, parte della Global Coalition, che operano in Turchia.

Il rischio è che Ankara, al minimo cenno di protesta italiana contro l’offensiva in Siria, faccia rappresaglie contro le basi NATO nel paese. Compresa quella dei nostri soldati

La paura è che in caso di protesta del governo italiano, la Turchia faccia come quanto avvenuto dopo il fallito golpe del 2016. Cioè circondino e chiudano le basi internazionali, come quella Usa di Incirlik. Ciò rappresa un rischio concreto per i nostri militari nel paese, che potrebbero trovarsi “prigionieri” al minimo cenno di dissenso da Roma verso l’attacco di Ankara ai curdi. Senza contare che se il paese riaprisse i confini ai migranti, ci sarebbe una nuova crisi europea. L’Italia, peraltro, in caso di attacco sarebbe obbligata a prendere posizione. Se non lo facesse si troverebbe in grandi difficoltà con i curdi e con gli altri membri della Coalizione Internazionale anti-Isis. In un momento delicato come questo, in cui si lavora per incrementare l’impegno nell’area mediterranea e ridurlo in Iraq. E in cui oggi più che mai c’è bisogno di massima coesione sia in ambito europeo sia atlantico.

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