Siria, le SDF riprendono ad avanzare contro Isis a Deir Ezzor

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Le SDF hanno ripreso ad avanzare contro Isis a Sha’Fah, dopo aver respinto il contrattacco dei jihadisti. Il cattivo tempo dovrebbe essere finito e si aspetta un’accelerazione delle manovre contro lo Stato Islamico

Le SDF hanno ripreso ad avanzare contro Isis a Sha’fah, dopo che i miliziani avevano lanciato un contrattacco sfruttando la nebbia e le piogge. Le truppe di Operation Round Up (Jazeera Storm) prima hanno bloccato e respinto l’offensiva dello Stato Islamico. Poi, una volta che i jihadisti hanno abbandonato le loro posizioni fuggendo verso Susah, hanno ripreso a spingere verso sud. I combattenti siriani, infatti, nelle scorse ore hanno raggiunto la periferia di Al-Abu Badran e Al-Ta’as. Inoltre, hanno cacciato i terroristi Daesh da Al-Rumaylan, assumendone il pieno controllo. La Coalizione Internazionale è intervenuta fornendo loro supporto aereo ravvicinato (CAS) e bombardando le postazioni IS. Sia nell’area di Sha’Fah sia in quella di Susah. Il cattivo tempo a Deir Ezzor, peraltro, dovrebbe essere finito in nottata. Di conseguenza è presumibile che le manovre subiranno un’accelerazione nei prossimi giorni.

Jazeera Storm evacua i civili in fuga dai territori di scontro con Daesh a Deir Ezzor e li porta presso i campi profughi in zone sicure

Mentre i due assi di Jazeera Storm spingono contro Isis a Deir Ezzor, altre unità delle SDF si stanno occupando di evacuare la popolazione locale dalle zone di scontro. Nelle scorse ore le forze arabo-curde hanno scortato centinaia di civili in fuga da Sha’fah presso i campi profughi nella provincia siriana. Sono soprattutto donne, bambini e anziani (gli uomini solitamente rimangono nei centri abitati d’origine), che verranno curati e rifocillati. Parallelamente verranno controllati per scoprire eventuali elementi dello Stato Islamico, che si nascondono tra loro. Appena le loro città verranno dichiarate sicure, dopo la bonifica da ordigni e cellule dormienti Daesh, potranno tornare alle loro case. Nel frattempo, saranno ospitati nelle varie strutture di accoglienza, costituite in zone sicure nella Middle Euphrates River Valley (MERV).