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Siria, le SDF lanciano una maxi operazione contro le cellule Isis in tutta Deir Ezzor

Siria, Le SDF Lanciano Una Maxi Operazione Contro Le Cellule Isis In Tutta Deir Ezzor

Le SDF hanno lanciato una maxi operazione contro le cellule Isis in tutta Deir Ezzor. Blitz per catturare i miliziani dello Stato Islamico da Marat ad Abu Nitel

In corso in tutta l’area est della provincia di Deir Ezzor una imponente operazione delle SDF contro le cellule Isis. Nelle ultime ore, le forze speciali di Jazeera Storm, le HAT, hanno attaccato lo Stato Islamico a Marat, arrestando una decina di miliziani. Un altro blitz è avvenuto ad al-Jamousiyyeh, a ovest di Manbij, dove sono stati catturati altri jihadisti tra cui un leader di alto livello. Ieri, i combattenti siriani avevano fatto altrettanto ad al-Shuhayl, al-Namliyyeh e Abu Nitel. Qui la popolazione locale aveva denunciato la presenza di membri Daesh e gli stessi abitanti erano intervenuti con le armi per cacciarli. L’obiettivo delle manovre è bloccare gli attacchi dei fondamentalisti, compresi gli incendi dei raccolti, e prevenire infiltrazioni dall’Eufrate. A seguito di ciò, infatti, le truppe arabo-curde hanno rafforzato la vigilanza su tutta la Shaddadi Road, che costeggia il fiume.

A Raqqa, Jazeera Storm sta cercando il gruppo Daesh responsabile dell’attacco a piazza Al Naim. Finora sono stati arrestati sette jihadisti, ma le ricerche continuano

Anche a Raqqa ha preso il via un blitz delle SDF contro Isis. L’area è stata blindata e sono in corso diverse perquisizioni, per scovare gli elementi dello Stato Islamico. Finora ne sono stati arrestati sette ed è stato smantellato un edificio usato come quartier generale, ma le ricerche di Jazeera Storm proseguono. Le forze arabo-curde vogliono interrompere la catena di attacchi che sta sconvolgendo la ex capitale Daesh. Nelle ultime ore, infatti, ci sono state tre esplosioni, causate da ordigni dei jihadisti, in altrettante zone della città siriana, che hanno causato diverse vittime tra la popolazione locale. Sembra, infatti, che i fondamentalisti catturati – tra cui ci sarebbe un comandante saudita – facessero parte della stessa cellula dell’attentatore suicida, che si è fatto esplodere a piazza Al Naim il 1 giugno. 

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