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Siria, le milizie sciite arrivano ad Afrin e l’artiglieria turca le bombarda

Siria, Le Milizie Sciite Arrivano Ad Afrin E L’artiglieria Turca Le Bombarda

Le forze alleate di Damasco arrivano ad Afrin, anche se l’artiglieria turca le bombarda. Mistero sull’accordo tra Damasco e i curdi

Grande tensione in Siria nella zona di Afrin. Mentre le forze alleate dell’esercito di Damasco (SAA) si stanno avvicinando alla città, la Turchia ha lanciato una serie di bombardamenti sulla zona. Gli attacchi dell’artiglieria di Ankara si concentrano nell’area di Ziyara. Sembra, però, che le bombe non abbiano fermato milizie sciite iraniane filo-siriane, tanto che queste sono entrate ad Afrin e hanno cominciato a schierarsi per difendere il centro abitato. Le manovre hanno avuto un’accelerazione dopo che il presidente turco, Recep Tayyp Erdogan, in un discorso pubblico ha affermato che entro pochi giorni l’operazione Olive Branch circonderà la città e successivamente verrà lanciato l’attacco finale per espugnarla. Non è chiaro, invece, se sia stato siglato un accordo tra il SAA e le forze curde YPG/SDF. Di fatto, queste continuano a ricevere rinforzi soprattutto da Deir Ezzor, dove è in corso l’operazione Cizire Storm (Al Jazeera) contro lo Stato Islamico.

Siria e Turchia ai ferri corti, come finirà il braccio di ferro?

Il bombardamento della Turchia sulle milizie sciite ad Afrin è l’ennesima provocazione di Ankara nei confronti di Damasco. I due paesi, dopo un momento di riavvicinamento in occasione dei colloqui intra-siriani di Astana, hanno subito un brusco allontanamento per l’operazione Olive Branch. Il governo siriano prima ha denunciato l’aggressione, rivolgendosi all’Onu. Poi, è passato alle vie di fatto, inviando le forze paramilitari iraniane. Ora, infatti, sono ai ferri corti tanto che solo ieri il ministro degli Esteri di Ankara, Mevlut Cavusoglu, ha ammonito il governo del presidente Bashar Assad sull’eventuale intervento a difesa dei curdi. Come riporta AFP, ha affermato che “se il regime sta andando ad Afrin per cacciare il PKK e YPG non c’è alcun problema. Ma se li proteggerà, nessuno potrà fermare i soldati turchi”. Inoltre, ha aggiunto che “ciò vale per Afrin, Masnbij e l’area orientale del fiume Eufrate”. Come finirà il braccio di ferro?

 

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