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Siria, la Turchia vuole arrivare a Manbij. Ma strada è in salita

Siria, La Turchia Vuole Arrivare A Manbij. Ma Strada è In Salita

Erdogan: Le manovre di Olive Branch in Siria proseguiranno fino all’eliminazione del corridoio tra Manbij, Ain al-Arab (Kobane), Tal Abyad, Ras al-Ain e Qamishli

La Turchia non ha nessuna intenzione di fermare l’operazione Olive Branch in Siria. Almeno per il momento. Ciò, nonostante le TAF e gli alleati del FSA abbiano appena conquistato Afrin. “Le manovre proseguiranno fino a che il corridoio attraverso Manbij, Ain al-Arab (Kobane), Tal Abyad, Ras al-Ain e Qamishli sarà stato smantellato – ha annunciato il presidente Recep Tayyip Erdogan in un discorso ad Ankara -. A quel punto le manovre si potranno fermare se Dio lo vorrà”. A conferma delle sue parole, il Free Syrian Army ha proseguito l’avanzata a est della città kurda, assumendo il controllo del villaggio di Shaala. Inoltre, sembra che le forze turche stiano per lanciare un’operazione su vasta scala per prendere Tal Rifaat. Intanto, il presidente siriano Bashar Assad ha chiesto ad Ankara il ritiro unilaterale da Afrin.

La Turchia, però, dovrà scontrarsi contro 3 nemici. Oltre alle forze curde di YPG/SDF, a Tal Rifaa ci sono le milizie pro-Assad e gli Usa a Manbij

L’avanzata di Olive Branch in Siria, però, ora si complicherà. Se Afrin era stata difesa esclusivamente dai combattenti di YPG/SDF, ciò non vale per gli altri obiettivi dell’offensiva turca. A Tal Rifaat sono arrivati nelle ultime ore decine di miliziani pro-Assad con armi pesanti. Le forze si sono schierate, come nel recente passato, a Kafr Nobl e Zahra per prevenire possibili invasioni di Ankara e del FSA. A Manbij, inoltre, si è appena conclusa la visita di una delegazione del dipartimento di Stato Usa. Questa avrebbe promesso ai curdi l’impegno a difendere la città da qualsiasi attacco. Interno o esterno. Quindi, se Erdogan vorrà proseguire l’operazione, dovrà necessariamente confrontarsi con le truppe filo-governative siriane e con la Coalizione Internazionale. I primi assaggi di quello che potrebbe accadere, peraltro, si sono già avuti. L’esercito di Damasco (SAA) da Hnadarat ha lanciato oltre 40 missili contro Olive Branch sulla montagna di Anadan.

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