Siria, Isis controlla meno del 10% di Raqqa e arretra a Deir ez-Zor

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Isis a Raqqa perde almeno 24 elementi in un solo giorno

Le SDF a Raqqa hanno tolto a Isis oltre il 90”% della città e continuano ad avanzare. I miliziani ormai sono allo sbando. Parte del Daesh è sparsa negli ultimi quartieri ancora sotto controllo. Due grossi gruppi, invece (probabilmente quelli più numerosi) si sono asserragliati presso l’ospedale nazionale e il Black Stadium. Al loro interno tengono prigionieri numerosi civili, usati come scudi umani per evitare raid nemici. Tanto che il grosso della battaglia tra i combattenti siriani e gli estremisti è negli ultimi distretti al centro della ex roccaforte. Qui hanno perso la vita 17 fondamentalisti. L’altra zona ancora “rossa” è quella nord occidentale, ma al più presto cominceranno manovre per la sua liberazione. Nel frattempo, proseguono le evacuazioni della popolazione locale da parte del Team Speciale SDF. Nelle ultime ore sono state salvate in centro 53 persone e uccisi 7 elementi Isil.

A Deir ez-Zor, le SDF di Al Jazeera continua a togliere terreno al Daesh tra As Suwar e Ash Shaddaday

A Deir ez-Zor, a sud di Raqqa, l’operazione SDF Cizire Storm (Al Jazeera) avanza contro Isis sui 3 assi. E in particolare opera per tenere Daesh a est del fiume Kibur, obbligando i miliziani ad addentrarsi nella Middle Euphrates Valley. A proposito, nelle ultime ore i combattenti siriani hanno cacciato lo Stato Islamico dal villaggio di Mewalih, a nord di As Suwar, e spingono verso Ash Shaddaday lungo la strada che collega la città all’ex roccaforte. Anche qui il bilancio delle vittime tra i jihadisti è stato superiore alle 10 unità. Al momento sono in corso scontri nella zona di Jadid Okaidat.

Il Raqqa City Council distribuisce tende e aiuti agli sfollati del campo di Ain Issa, a cui serve sostegno internazionale

Intanto, mentre proseguono le battaglie anti-Isis il Raqqa Civil Council ha distribuito 800 tende al campo profughi di Ain Issa. Lo ha fatto in previsione dell’inverno. Inoltre, nella struttura si stanno creando barriere solide per evitare infiltrazioni di acqua. Le operazioni si sono rese necessarie, in quanto all’interno del complesso sono ospitate circa 18.000 persone, distribuite su 2.000 tende. Queste hanno necessità di tutto. Da lenzuola e coperte a sistemi di riscaldamento. Appresa la notizia, il Consiglio si è attivato per supplire nei limiti delle sue possibilità ai bisogni, che però non riusciranno a risolvere la situazione. Da qui è stato chiesto alle organizzazioni internazionali di intervenire al più presto, anche aprendo altre strutture, per alleggerire la pressione su Ain Issa. Ciò sia per l’arrivo della stagione fredda sia perché il numero degli sfollati è in aumento. Questi arrivano soprattutto da Raqqa e Deir ez-Zor.