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Siria, Isis a Raqqa in trappola a Diriyah-Mawrur. A Deir ez-Zor è peggio

Siria, Isis A Raqqa In Trappola A Diriyah-Mawrur. A Deir Ez-Zor è Peggio

Isis è chiuso a Diriyah e Mawrur, nonché perde il suo ultimo leader dei media Abu al-Khair al-Shami

A Raqqa le SDF hanno quasi cacciato Isis da Diriyah e Mawrur. I combattenti siriani hanno completamente circondato i due quartieri e hanno lanciato un’invasione di massa al loro interno. Nel corso delle operazioni sono stati liberati dal Daesh i giardini della Panoramica e le truppe continuano ad avanzare. Lo Stato Islamico, invece, ha tentato un contrattacco a est, a Rawda e nella Città Vecchia, ma è stato respinto con ingenti perdite. Tra queste c’è anche l’ultimo responsabile per i media di Isil, Abu al-Khair al-Shami, ucciso in un attacco mirato. Le forze a guida curda, invece, hanno perso 10 elementi tra cui il comandante del Manbij Military Council, Adnan Abu-Amjad. Intanto le SDF continuano a evacuare i civili dalle zone di scontro. Nelle ultime ore hanno salvato oltre 200 persone, tenute prigioniere dai miliziani nell’ospedale pediatrico e li hanno portati in salvo a Kobane.

Le Tiger Forces continuano a perdere terreno a Ma’adan, ma il SAA entra a Deir ez-Zor. Intanto la Coalizione è già lì

A sud di Raqqa, le Tiger Forces dell’esercito siriano (SAA) e le milizie alleate continuano  a perdere terreno contro Isis a ovest  di Ma’adan. I miliziani controllano un’area che va dalla città a Subkhah, lungo la Halap ar-Raqqah Road. In aiuto dei soldati in difficoltà stanno intervenendo truppe di rinforzo, che hanno conquistato i monti Subai’i, Daba e Khashm Baghal a nord di Sukhnah. Nel frattempo, però, altre unità sono ufficialmente entrate nel governatorato di Deir ez-Zor e si dirigono verso la roccaforte dello Stato Islamico. Nella stessa provincia, peraltro, nel pomeriggi c’è stata un’operazione lampo elitrasportata della Coalizione internazionale. Presumibilmente alla ricerca di qualche personaggio di spicco Isil. Il raid è avvenuto a circa 10 chilometri dalla città di Masrab.

La Coalizione internazionale bombarda la rotta a Deir ez-Zor dei miliziani, che avevano lasciato Qalamoun dopo l’accordo con il SAA ed Hezbollah

Isis, inoltre ha subito un altro colpo a sorpresa a Deir ez-Zor. La Coalizione ha bombardato la rotta che stava percorrendo il convoglio di veicoli, con a bordo circa 300 jihadisti Daesh e le loro famiglie. Erano quelli di Qalamoun, al confine con il Libano, che avevano stabilito un accordo con SAA, Hezbollah e LAF. Questo prevedeva un salvacondotto per Deir ez-Zor in cambio della resa e di informazioni sulla sorte di alcuni prigionieri. I caccia internazionali hanno distrutto un ponte e seriamente danneggiato la strada  che i mezzi dovevano percorrere. Inoltre, hanno eliminato alcuni elementi dello Stato Islamico, che stavano andando ad accogliere il convoglio. “La Coalizione non era parte dell’accordo”, ha spiegato il portavoce di Inherent Resolve, il colonnello Ryan Dillon, commentando il raid. In base alle leggi internazionali il convoglio non è stato attaccato, ma solo bloccato. In particolare tra Hamaymah e al-Bukamal.

I raid anti-Isis di Inherent Resolve a Deir ez-Zor hanno ottenuto un doppio risultato

I raid anti-Isis della Coalizione a Deir ez-Zor hanno ottenuto un duplice risultato. Da una parte hanno bloccato, almeno temporaneamente, il viaggio dei miliziani verso la roccaforte lasciandoli scoperti in campo aperto. Dall’altra hanno escluso la possibilità di un loro cambio di piani dell’ultimo minuto. La strada colpita, infatti, conduce direttamente all’Iraq e a Qaim, nella Euphrates Valley. Qui le forze di Baghdad stanno pianificando un’operazione imminente. Di conseguenza, c’era il rischio che il convoglio del Daesh potesse essere dirottato in zona per fornire rinforzi ai jihadisti dell’area. A proposito Brett McGurk, inviato speciale Usa per la lotta a Isil, ha postato su Twitter un commento indicativo. “I terroristi inconciliabili dovrebbero essere uccisi sui campi di battaglia. Non portati su pullman attraverso la Siria verso il confine iracheno. Peraltro senza il consenso di Baghdad”.

Il Tweet di McGurk sui raid per bloccare l’arrivo di rinforzi Isis a Qaim, al confine con l’Iraq

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