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Siria, i ribelli a Idlib alzano il tiro contro la Turchia: distrutto un ponte sulla M4

I ribelli a Idlib alzano il tiro contro la Turchia: distrutto un ponte sulla M4. Obiettivo: impedire alle pattuglie joint TAF-soldati russi di passare. Ai jihadisti serve sostegno immediato contro il pressing del SAA e il coronavirus

I rapporti tra Turchia e milizie a Idlib sono sempre più tesi. Nelle scorse ore, i jihadisti locali hanno fatto esplodere un ponte a Jisr Shoghur, lungo la M4. Obiettivo: impedire alle pattuglie congiunte tra le TAF e i militari della Russia di passare. Finora, invece, c’erano state minacce di attacchi e proteste della popolazione con blocchi sulla strada e gomme incendiate. I ribelli alzano il tiro per intimare al “partner” di riprendere subito il sostegno, quasi totalmente interrotto a seguito della tregua firmata tra Ankara e Damasco, che ha congelato l’operazione Spring Shield. I miliziani, infatti, sono doppiamente in difficoltà. Da una parte stanno soffrendo un pressing crescente da parte dell’esercito regolare (SAA) e delle forze russe. Dall’altra, l’arrivo del coronavirus nel paese mediorientale rischia di indebolire le loro difese, rendendoli prede più facili. Di conseguenza, hanno bisogno di aiuto immediatamente.

Damasco incrementa gli sforzi contro il COVID-19 e la Russia invia aiuti. Intanto, ONU e ICRC chiedono una tregua totale in Siria per affrontare la pandemia, soprattutto a Idlib

Intanto, Damasco continua ad attaccare i ribelli tra Hama e Idlib mentre incrementa gli sforzi per fronteggiare il coronavirus. A proposito è intervenuta la Russia che sta inviando in Siria equipaggiamenti, medici e macchinari. Come riporta Reuters, è in arrivo un cargo di ambulanze e altro materiale a bordo della nave Dvinitsa-50. Intanto, l’ONU e la Croce Rossa Internazionale (ICRC) chiedono un cessate il fuoco in tutto il paese mediorientale per evitare che la pandemia di COVID-19 dilaghi. La paura è che scoppi un contagio difficilmente controllabile, soprattutto a Idlib dove vivono milioni di persone vulnerabili a seguito della guerra tra il SAA e i ribelli. Questa situazione, peraltro, ha già obbligato la Turchia a chiudere i confini con la provincia e a ridurre al minimo i movimenti delle sue truppe nella provincia.

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