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Siria: grazie all’invasione turca, gli attacchi Isis sono aumentati del 48%

Siria: Grazie All’invasione Turca, Gli Attacchi Isis Sono Aumentati Del 48%

L’invasione turca nel nord e nell’est della Siria ha causato un aumento del 48% di attacchi delle cellule Isis: da Raqqa a Deir Ezzor, passando per il campo di Al-Hol e Qamishlo

L’invasione turca nel nord e nell’est della Siria ha causato un aumento del 48% di attacchi da parte delle cellule Isis. Ciò a seguito di una diminuzione del 75% di raid delle SDF e della Coalizione Internazionale contro lo Stato Islamico. Non a caso, i miliziani Daesh hanno affermato di aver ucciso 51 persone tra forze curde e civili da Raqqa a Deir Ezzor, passando per il campo di Al-Hol e Qamishlo. La conferma di questa escalation viene dai dati. Alla vigilia dell’offensiva di Ankara la media di aggressioni da parte dei jihadisti nella regione era di una al giorno. Invece, nelle ultime settimane – nonostante il periodo di stop dopo la morte di al-Baghdadi e in attesa della nomina di al-Qurayshi come nuovo califfo – il fenomeno è esploso. Si è arrivati, infatti, a 38 blitz in 21 giorni, un aumento appunto del 48%.

Prima dell’inizio dell’offensiva turca, le SDF e la Coalizione erano riusciti a farli crollare del 46%. Ora però la situazione rischia di aggravarsi. Soprattutto perché Daesh prepara il “mese della rabbia”: la vendetta per la morte di al-Baghdadi

Questo dato è ancora più eclatante se si compara con i risultati ottenuti dalle SDF e da Inherent Resolve contro Isis nell’est della Siria, prima dell’offensiva turca. Gli attacchi dello Stato Islamico erano crollati. Ad agosto erano stati 95, mentre a settembre 51 (-46%). Inoltre, la situazione rischia di aggravarsi ulteriormente, se non ci sarà un’inversione di tendenza. Aver tolto la maggior parte delle risorse alla lotta contro Daesh mette a rischio le forze curde e la popolazione locale. Soprattutto in quanto i jihadisti stanno pianificando la vendetta per la morte del loro leader. Secondo fonti locali, sembra che i miliziani si preparino a lanciare il “mese della rabbia”, che sarà caratterizzato da numerose offensive contro diversi bersagli. Non è chiaro, però, quando comincerà e quale saranno le aree e i paesi coinvolti. Di certo c’è che le intelligence hanno intercettato la minaccia e si stanno preparando a fronteggiarla.

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