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Siria, fallisce il contrattacco Isis alla diga di Tabqa

Siria, Fallisce Il Contrattacco Isis Alla Diga Di Tabqa

Isis ha attaccato a nord-est e a sud, ma è stato respinto

In Siria Isis ha cercato invano di rallentare l’offensiva delle SDF verso Raqqa, lanciando un contrattacco presso la diga di Tabqa. Le forze locali, col sostegno dei Marines Usa, hanno respinto un assalto su vasta scala del Daesh nella zona. Questo è partito domenica ed è proseguito fino a questa mattina, con diverse ondate di attacchi. Tutte respinte. L’azione dello Stato Islamico è avvenuta su due fronti: il primo a nord est della città e il secondo a sud, presso la base aerea militare. L’obiettivo dei miliziani è impedire che le forze paramilitari avanzino all’interno del centro abitato e lo circondino definitivamente. Nonostante gli sforzi, però, le SDF avanzano all’interno di Tabqa, anche se lentamente.

A Raqqa e Tabqa continuano le fughe in massa dei civili

Nel frattempo, da Raqqa e da Tabqa continuano le fughe in massa dei civili, per la paura che la diga crolli a seguito dei combattimenti. Inoltre, le recenti interruzioni idriche e di corrente elettrica hanno alimentato la tensione. Finora, secondo fonti internazionali, sono migliaia gli abitanti locali che – a bordo di ogni tipo di mezzo – si sono rifugiate nelle zone rurali controllate dalle SDF. Queste, oltre a fornire sostegno agli sfollati, hanno creato un piccolo contingente che si occupa di verificare l’identità di ognuno di loro. La paura è che tra i civili si possano nascondere miliziani Isis. La maggior parte dei jihadisti è fuggiva verso est per cercare di riunirsi ai grandi gruppi del Daesh a Deir ez-Zor e nella Middle Euphrate Valley. In quelle aree, secondo l’intelligence, si trovano grandi gruppi dello Stato Islamico. Gli ultimi in Siria.

Raqqa è stata abbandonata dai capi Isis. E anche i miliziani al suo interno

Raqqa, invece, è stata completamente abbandonata dai vertici Isis. Lo confermano da una parte i tentativi, timidi, da parte delle pattuglie Daesh di arginare le fughe dei civili. Dall’altra, il fatto che lo Stato Islamico non controlla più i servizi di base nella città. Compresa la raccolta di rifiuti nelle strade. Infatti, le vie sono disseminate di sporcizia e spazzatura. Inoltre, la popolazione è costretta ad arrivare all’Eufrate per prendere l’acqua. I miliziani dello Stato Islamico rimasti stanno cercando di capire come organizzare le difese e si vedono sempre meno sulle strade. Hanno capito di essere stati abbandonati dai loro capi, ma non possono lasciare la zona in quanto non saprebbero dove andare. Non solo. Essendo la maggior parte di loro stranieri, foreign fighters, non conoscono il territorio. Sanno, perciò, che scegliere la direzione sbagliata potrebbe essere fatale. Di conseguenza, hanno solo 2 strade: arrendersi o combattere fino alla fine.

 

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