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Siria, Damasco mette la Turchia sotto pressione a Idlib

Siria, Damasco Mette La Turchia Sotto Pressione A Idlib

Damasco ha inviato a sorpresa ingenti rinforzi al SAA a Saraqeb. E’ imminente una maxi operazione contro le milizie o è solo una mossa contro la possibile ripresa di Spring Shield? 

Qualcosa si muove nel nord ovest della Siria. Damasco nelle scorse ore ha inviato centinaia di rinforzi a Saraqeb, al confine tra Aleppo Idlib, e a nord di Hama. Inoltre, aerei russi hanno effettuato diverse missioni di ricognizione sulle due province. Non  chiaro se sia in procinto di partire una nuova offensiva contro le milizie o se Bashar Assad e Mosca temano che la tregua con la Turchia possa finire a breve e riprenda l’operazione Spring Shield. Non a caso Ankara continua a inviare nell’area numerosi soldati e mezzi. Formalmente, per mettere in sicurezza il tratto della M4 dove dovrebbero passare le pattuglie joint. In realtà, però, si pensa che Recep Tayyip Erdogan voglia creare una sorta di maxi-contingente, pronto a muovere immediatamente e già all’interno del paese vicino. Ciò che è certo, invece, è che la tensione nel quadrante sta aumentando pericolosamente.  

La Turchia è in difficoltà con le milizie nella provincia siriana. Queste chiedono sostegno, ma l’accordo firmato con la Russia lega le mani ad Ankara. Il coronavirus ha permesso di guadagnare tempo, ma una maxi offensiva del SAA rimetterebbe tutto in discussione

La Turchia, infatti, è in difficoltà verso le milizie di Idlib, alleate storiche, a seguito dell’accordo raggiunto con la Russia sulla Siria. Queste chiedono sostegno immediato nella campagna contro Damasco, ma Ankara ha le mani legate. L’unico vantaggio è dato dall’esplosione del coronavirus nel paese, che di fatto ha quasi azzerato le manovre sul campo. Il COVID-19, seppure ha fatto guadagnare tempo a Erdogan, non ha però risolto la questione. Mosca, inoltre, ha aumentato il pressing affinché sia risolta la questione dei jihadisti locali e le pattuglie joint sulla M4 possano finalmente prendere il via come stabilito. Perciò, un’offensiva del SAA su vasta scala nella provincia sarebbe controproducente per la Turchia. Toglierebbe ad Ankara tempo prezioso per risolvere la querelle con la diplomazia parallela. Le milizie aumenterebbero il pressing e ci sarebbe il concreto rischio di strappi pericolosi nell’area di influenza, per di più vicino al confine.

Damasco ha giocato bene la partita a Idlib, evitando di attaccare le milizie sulla M4 e lasciando alla Turchia l’onere di risolvere la questione. Se partisse la nuova operazione, Erdogan sarebbe costretto a scegliere se rispettare i patti con la Russia o supportare i jihadisti

Damasco ha giocato bene la partita a Idlib. Prima ha evitato di attaccare le milizie sulla M4, se non nelle aree periferiche della provincia, lasciando alla Turchia l’incombenza di risolvere i problemi di sicurezza. Poi, usando l’arma del coronavirus, ha quasi del tutto interrotto gli attacchi. Ora, dopo aver rafforzato i presidi a est (in particolare modo ad Ain Issa) invia a sorpresa rinforzi a Saraqeb, aumentando ulteriormente il pressing su Ankara ma senza violare la tregua. La strategia obbligherà Erdogan a una rapida decisione: supportare i jihadisti locali, venendo meno agli accordi con Mosca o scaricarle. Ciò, però, si traduce nella perdita del loro appoggio e nella creazione di un nuovo nemico, probabilmente molto più pericoloso del SAA.

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