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Siria, dall’Onu nessuna condanna alla Turchia. Solo inviti alla moderazione

Siria, Dall’Onu Nessuna Condanna Alla Turchia. Solo Inviti Alla Moderazione

Le Nazioni Unite condividono un invito alla moderazione e gli Usa propongono soluzioni per stabilizzare la situazione in Siria

Dal Consiglio di Sicurezza Onu non è arrivata nessuna condanna contro l’attacco della Turchia in Siria ad Afrin. La questione, affrontata in una sessione a porte chiuse, non ha prodotto risultati concreti sulla crisi, se non un invito generale alla moderazione nei confronti di Ankara. Lo ha confermato il rappresentante permanente francese alle Nazioni Unite, Francois Delattre. Il diplomatico ha spiegato alla stampa che l’operazione “Ramoscello d’Ulivo” in corso nel Kurdistan siriano “è stata parte della conversazione” e che “l’invito alla moderazione è stato ampiamente condiviso” nell’incontro. Dagli Usa, invece, il segretario di Stato Rex Tillerson ha ribadito che gli Stati Uniti sono fiduciosi di lavorare con la Turchia per “risolvere le sue legittime preoccupazioni” sulla sicurezza nel nord della Siria. A proposito ha riconosciuto il diritto di Ankara a difendersi dai terroristi e ha proposto misure per stabilizzare la situazione.

La posizione di Erdogan sull’offensiva ad Afrin

Intanto, il presidente turco Recep Tayyp Erdogan, ha ribadito l’intenzione di proseguire le manovre ad Afrin. “Non torneremo indietro”, ha sottolineato in un discorso in tv. Sull’operazione in Siria, inoltre, ha ufficializzato che “abbiamo parlato di ciò con i nostri amici della Russia e abbiamo un accordo”. “Ramoscello d’Ulivo” è contro il terrorismo e non contro i curdi. “Presto il più grande grazie verrà dai fratelli curdi, arabi e turkmeni – ha sottolineato -. L’operazione si concluderà appena avrà raggiunto i suoi obiettivi”. Poi ha lanciato una stoccata agli Usa, affermando che è impossibile stabilire una sua durata certa. “Chiedo agli Stati Uniti quando si concluderanno le vostre operazioni in Afghanistan o in Iraq? Allo stesso modo è impossibile stabilire la fine della nostra. E’ una guerra”. Infine, ribadisce che “appena avremo finito, ci ritireremo. Non vogliamo rimanere” in Siria.

Intanto sul terreno ad Afrin le forze della Turchia e YPG si combattono

Nel frattempo, in Siria, si continua a combattere. In giornata è stata diffusa la notizia che le truppe della Turchia hanno conquistato i villaggi di Shankal, Qorne, Bali e Adah Manli, insieme ad alcune aree rurali nella zona di Afrin tra cui Kita, Kordo e Bibno. L’informazione, però, non è stata confermata. Il PYD/SDF, anzi, la smentisce, affermando che nessuna parte della regione è sotto il controllo di Ankara. Inoltre, le forze curde sostengono di aver risposto all’operazione Ramoscello d’Ulivo con lanci di razzi lungo il confine. A proposito, due persone sarebbero morte e 12 ferite a seguito del fatto che un ordigno ha colpito una base di ribelli siriani vicino alla frontiera nella provincia turca di Hatay.

Il discorso integrale di Erdogan sulla posizione turca nei riguardi dell’operazione Ramoscello d’Ulivo ad Afrin

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