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Siria, Daesh cacciato da cittadella a Palmyra e braccato da Isis Hunters

Siria, Daesh Cacciato Da Cittadella A Palmyra E Braccato Da Isis Hunters

Isis sempre più pressato nella città

In Siria le truppe di Damasco, supportate dalle forze aeree russe, hanno cacciato Isis dalla cittadella di Palmyra. Anche nota come la “sposa del deserto”. I miliziani Daesh sono stati costretti a ritirarsi e continuano a subire la pressione delle truppe. Tanto che sono ancora in corso violenti scontri nella periferia della città. L’obiettivo dei militari è far sì che i jihadisti lascino completamente la zona, conquistata dallo Stato Islamico lo scorso dicembre. I soldati hanno cominciato l’attacco dalle zone ovest e nord-ovest e si stanno spingendo sempre più nell’area meridionale del centro abitato. Gli estremisti, invece, sono costretti a spostarsi sempre più verso le aree periferiche.

Chi sono gli Isis Hunters

Nel frattempo, gli Isis Hunters hanno lanciato l’assalto alla base principale del Daesh a Palmyra: quella sita all’aeroporto della città. La forza paramilitare è supportata da un pesante fuoco di artiglieria, che fornisce copertura all’offensiva. Questa è un’unità del Syrian Arab Army (SAA), creata e addestrata dalle forze speciali russe a Latakia, il cui compito è dare la caccia ai miliziani dello Stato Islamico nel deserto siriano. Inoltre, gli Isis Hunters sono specializzati nella difesa e nella protezione di strutture ed edifici nelle aree desolate del paese (tra queste i campi petroliferi a ovest di Palmyra). Nonché nella conduzione di attacchi contro istallazioni nemiche in zone desertiche.

Si consolida un asse iracheno-siriano per la lotta contro Isis

Novità nella campagna anti-Isis arrivano anche dal versante politico. Sembra si stia consolidando un asse siriano-iracheno per contrastare i jihadisti. Ieri il ministro degli esteri iracheno, Ibrahim al-Jaafari, ha affermato che colpiremo il terrorismo ovunque sia, in cooperazione con la Siria. Per il capo della diplomazia di Baghdad, infatti, ciò che danneggia l’Iraq, danneggia anche il paese vicino. Un primo segnale di questo nuovo asse si era visto già nei giorni scorsi, quando i caccia iracheni avevano attaccato le postazioni Daesh in Siria. Ad annunciare di aver autorizzato l’operazione era stato lo stesso premier Haider al-Abadi. Questo aveva spiegato che erano stati colpiti obiettivi dello Stato Islamico ad Hasiba e al-Bukamal.

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