skip to Main Content

Siria, cresce il malcontento tra le milizie alleate della Turchia

Cresce il malcontento tra le milizie alleate della Turchia nel nord della Siria. Aumentano le proteste e gli scontri interni al FSA da Idlib a Tal Abyad

Nel nord della Siria cresce il malcontento delle milizie alleate della Turchia. Nei giorni scorsi c’è stata una protesta di alcuni gruppi del Free Syrian Army (FSA) per chiedere un aumento dei salari e una rotazione tra Idlib e Tal Abyad. Inoltre, c’è rabbia per il fatto che Ankara stia permettendo ad Hayat Tahrir al-Sham (HTS) di crescere nella regione, senza fare nulla per ristabilire gli equilibri. Ciò ha già si causato scontri interni tra jihadisti locali con diversi morti. La motivazione ufficiale sono screzi per il controllo di alcune aree. In realtà, gli analisti interpretano gli eventi come un segnale di nervosismo crescente, dovuto alla paura di perdere peso e di finire schiacciati dalla formazione rivale. Peraltro, l’arrivo del coronavirus nel paese mediorientale ha complicato la partita. Le operazioni contro Damasco e i curdi si sono quasi interrotte e c’è grande timore di essere contagiati.

Ankara è sempre più in difficoltà. La M4 è ancora off-limits ai pattugliamenti joint con la Russia e la guerra ai curdi non sta portando frutti

La Turchia, di conseguenza, è sempre più in difficoltà. L’accordo firmato con la Russia lega le mani ad Ankara sul possibile sostegno alle milizie alleate. Inoltre, gli sforzi di diplomazia parallela sui pattugliamenti joint sulla M4 si sono rivelati controproducenti. HTS li ha usati per acquisire consenso, accusando i gruppi rivali di schierarsi contro la popolazione di Idlib, contraria al passaggio dei convogli stranieri sull’autostrada. Non a caso tutte le attività condotte finora sono state obbligate a fermarsi a Nayrab. Anche i ripetuti attacchi contro le SDF curde e il SAA non hanno portato risultati. Non c’è stato, infatti, alcun guadagno strategico o in termini di terreno. L’unica alternativa, quindi, sarebbe intervenire militarmente in maniera massiccia nel nord della Siria. Ciò, però, metterebbe a rischio la tregua e il controllo dell’area d’influenza. Senza contare che con ogni probabilità determinerebbe la nascita di nuovi nemici, per di più vicino al confine.

Back To Top