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Siria, comincia l’assedio finale alla roccaforte Isis di Raqqah

Quasi ultimata la fase due dell’operazione “Euphrate Wrath”: SDF arrivano sulla sponda nord del lago Assad e sull’Eufrate, vicino alla diga Taqba.

In Siria è cominciato ufficialmente l’assedio finale alla roccaforte Isis di Raqqah. Le SDF hanno raggiunto l’Eufrate e stanno lavorando per isolare la città sull’ultimo fronte: quello occidentale. Gli altri 3 sono già sotto controllo. In dettaglio, le forze militari sono arrivate sulla costa nord del lago Assad e sulle sponde del fiume, nei pressi della diga di Tqgba, vicino alla città di Thawra a circa 150 chilometri a sud di Aleppo. L’obiettivo della fase 2 dell’operazione “Euphrate Wrath”, di fatto è stato quasi completato. Questo prevedeva di assumere il controllo della diga e delle aree rurali della zona, eliminando la presenza del Daesh. In tutto finora le SDF hanno riconquistato 97 villaggi e decine di fattorie nell’area, nonché località e colline strategiche. In particolare, si punta a liberare la popolazione civile, bloccata nella zona tra due fronti.

Uccisi 96 membri Isis contro solo 10 delle SDF. Merito della presenza di combattenti locali nei ranghi curdi

Il bilancio della seconda fase dell’operazione, inoltre, è stato molto pesante per Isis. Secondo le fonti ufficiali, sono morti almeno 96 miliziani del Daesh, contro solo 10 elementi delle SDF nei 14 giorni da quando è stata avviata (10 dicembre). Peraltro, i combattenti curdi possono contare su un vantaggio rispetto allo Stato Islamico in Siria: la conoscenza del terreno. Le unità militari, infatti, sono composte da molti elementi provenienti dalle tribù locali della zona di Raqqah. Di conseguenza, sono esperti dell’area e sanno come sfruttarla al meglio. Sia in fase offensiva sia difensiva. A ciò si aggiunge che hanno una marcia in più rispetto al nemico, in quanto stanno combattendo per liberare le loro città e famiglie.

Isis è una forza “multinazionale” con scarsa conoscenza del territorio

Isis in Siria, invece, è formato da miliziani provenienti da diversi paesi nel mondo. Anche se alcuni di loro hanno precedenti esperienze di combattimento, conoscono la zona di Raqqah solo relativamente. La conferma viene dal fatto che tutti i tentativi di contrattacco sono stati bloccati. Inoltre, dopo un primo periodo di offensiva, il Daesh si è sempre più chiuso in sé stesso verso la roccaforte. Nel corso dei ritiri, peraltro, lo Stato Islamico – a differenza dell’Iraq – non è riuscito nemmeno a organizzare una strategia per rallentare l’avanzata nemica. La presenza di ordigni artigianali (IED) nelle zone appena liberate, infatti, è minore rispetto a quella nel paese vicino. Si usano soprattutto auto-bomba (VBIED), ma molte di queste vengono individuate in anticipo e neutralizzate prima che causino vittime.

 

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