Siria, al via la fase 2 dell’offensiva SDF contro Isis ad Hajin: i raid aerei

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In corso la seconda fase dell’offensiva SDF contro Isis ad Hajin: i raid aerei sulla città di Deir Ezzor. A breve muoveranno le forze di terra di Operation Round Up

Intensi bombardamenti stanno colpendo le postazioni Isis ad Hajin. E’ la prima fase dell’offensiva finale delle SDF contro la roccaforte dello Stati Islamico nella provincia di Deir Ezzor. Le forze dell’Operazione Round Up (Jazeera Storm) e quelle della Coalizione Internazionale nei giorni scorsi hanno lanciato leaflets sulla città, in cui esortavano la popolazione a fuggire dalle zone controllate da Daesh. Poi, sono cominciati i raid aerei e, infine, partiranno le manovre di terra. Con buona probabilità i jihadisti verranno attaccati su vari assi a est dell’Eufrate. A ovest, invece, l’esercito siriano (SAA) svolgerà un ruolo di tampone, per evitare che ci siano tentativi di fuga verso Abu Kamal (Al Bukamal) attraverso il fiume. L’unica via di uscita per i terroristi, infatti, è quella verso il deserto di Badia. L’ultima sacca di resistenza in Siria, dopo il crollo di quella a Suweida.

Lo Stato Islamico ha perso anche Suweida e tenta l’ultima carta: quella di un maxi-riscatto per la liberazione dei civili rapiti. I miliziani Daesh si trasformano da terroristi a criminali

Intanto, a sud ovest della Siria, il SAA ha chiuso Isis in una piccola porzione di terreno. I soldati nelle ultime ore hanno cacciato lo Stato Islamico da Manaqar Rukhbah, Rukhbah, Hawi e Husayn Damascus, riducendo ai minimi termini la libertà di movimento dei jihadisti. Questi ormai hanno perso Suweida, ma stanno comunque provando a giocare un’ultima carta. Quella degli ostaggi. I miliziani hanno annunciato che libereranno le diverse persone rapite nelle scorse settimane, in cambio di un riscatto di 50 milioni di dollari. Sembra, perciò, che il gruppo nella zona si sia trasformato da terroristico a puramente criminale. Lo scopo non è più portare avanti l’ideologia jihadista fino all’estremo sacrificio. Ma monetizzare i vantaggi, per poi fuggire con il bottino verso sud o l’interno del paese mediorientale.