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Siria, Al-Baghdadi è vivo? Il “Califfo” Isis è di nuovo in video dopo 5 anni

Siria, Al-Baghdadi è Vivo? Il “Califfo” Isis è Di Nuovo In Video Dopo 5 Anni

Il leader Isis, Abu Bakr Al-Baghdadi, torna in video dopo 5 anni dalla sua ultima apparizione e parla della sconfitta dello Stato Islamico contro le SDF a Baghouz, degli attentati nello Sri Lanka, delle nuove alleanze in Africa e delle proteste in Suda e Algeria. Se il filmato fosse autentico, cadrebbe la tesi russa in base a cui il Califfo è morto a Raqqa nel 2017

Il leader Isis, Abu Bakr Al-Baghdadi, è vivo? Un video appena postato da Furqam, organo di propaganda web dello Stato Islamico, mostra il “Califfo” mentre discute con altre persone (con i volti oscurati) sulla guerra contro i “Crociati”, sulle battaglie perse contro le SDF a Baghouz in Siria (Deir Ezzor) e avrebbe parlato delle alleanze siglate in Mali e Burkina Faso, nonché delle proteste in Sudan e Algeria. Inoltre, c’è un commento (solo audio) sugli attentati nello Sri Lanka. Ciò fa presumere che sia recente. Al momento sono in corso verifiche per capire se sia autentico o se sia un falso. Le intelligence occidentali per ora sono caute, in quanto prima di esprimersi vogliono averi i risultati delle analisi. Se fosse confermata la sua autenticità, sarebbe la prima volta che il fondatore di Daesh viene ripreso, dopo il sermone alla Grande Moschea di Mosul del 2014.

Fonti locali affermano che il fondatore Daesh si trova nel deserto di Badia Al-Sham tra Homs e Deir Ezzor. Lo confermerebbe il boom improvviso di attacchi dei miliziani all’esercito siriano (SAA) nell’area

Secondo diverse fonti locali, Al-Baghadi si troverebbe nel sud della Siria tra Homs e Deir Ezzor. Avrebbe trovato rifugio temporaneo nel deserto di Badia Al-Sham, dove è presente un grande gruppo Isis, che l’esercito di Damasco (SAA) non è mai riuscito a sconfiggere. Ciò sarebbe confermato dal boom di attacchi che recentemente il SAA ha subito dallo Stato Islamico nell’area. Non ci sono, comunque, conferme ufficiali. Il Califfo, prima era stata segnalata in Iraq a Qaim e poi nella Middle Euphrates River Valley (MERV) ad Hajin. Successivamente, a seguito dell’offensiva di Jazeera Storm, si sono perse nuovamente le sue tracce. Qualcuno diceva che si trovava al confine tra i due paesi, pronto a unirsi ai miliziani Daesh nel deserto Hadr. Altri, invece, hanno cominciato a rilevare un picco nei blitz dei jihadisti a ovest dell’Eufrate, associandolo con la sua probabile presenza. 

Per Al-Baghdadi il nuovo video rischia di essere controproducente. Isis non è più un esercito, ma un mostro a due teste (guerriglia e attentati singoli). Inoltre, a molti miliziani Daesh non è piaciuto che il Califfo li ha abbandonati nei momenti critici, per poi ricomparire a giochi finiti

Il video di Al-Baghdadi è significativo, in quanto arriva nel momento di massimo sconforto per Isis. Lo Stato Islamico ormai ha perso tutto dal punto di vista militare e si sta trasformando in un mostro a due teste. Da una parte in guerriglia, in paesi come Iraq, Siria e Libia. Dall’altra in un gruppo di terroristi, che punta ad azioni singole ed eclatanti, come Al Qaeda. Lo confermano gli ultimi attentati nello Sri Lanka. Il ritorno del Califfo, perciò, (a patto che sia confermato) è tardivo e rischia di essere controproducente. Molti elementi Daesh, infatti, non hanno apprezzato il filmato, trovandolo una beffa e un’offesa. Questi ritengono che il loro leader li abbia abbandonati nei momenti più critici, per poi ricomparire quando tutti i giochi erano finiti. Di conseguenza, non è più né credibile né opportuno e avrebbe fatto bene a rimanere nell’oblio. 

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