skip to Main Content

Sicurezza, la MARSEC Review di Praesidium International di febbraio

La panoramica di febbraio 2022 sulla situazione della sicurezza nelle acque di tutto il mondo

Ecco la panoramica sulla situazione della sicurezza nelle acque di tutto il mondo di febbraio, curata da Praesidium International, grazie alla sua piattaforma M.A.R.E. “Maritime Analysis & Risk Evaluation”, la prima italiana di intelligence marittima.

FEBBRAIO 2022 // MARSEC REVIEW

Durante il mese di febbraio 2022 il numero dei furti a bordo delle navi nella zona dello Stretto di Singapore ha continuato a far registrare un aumento significativo rispetto allo stesso periodo del 2021. Gli eventi risultano infatti triplicati pur sostanziandosi con una dinamica ormai ben diffusa e conosciuta. Prevalentemente provenienti dalla zona di Batam, gli assalitori abbordano di nascosto le navi di passaggio, sottraendo beni della nave ma anche dell’equipaggio.

In Oceano Indiano, rispetto al febbraio 2021, le aree dello stretto di Bab el-Mandeb e dello Stretto di Hormuz hanno registrato una riduzione significativa di c.d. “avvistamenti sospetti”, episodi tipicamente riconducibili al normale traffico di carattere locale. Questo traffico di c.d. barchini o imbarcazioni di maggiori dimensioni quali i dhow spesso riguarda attività di pesca, commercio o anche attività illecite quali il contrabbando.

Si evidenzia invece una ripresa degli attacchi da parte delle forze Houthi contro obiettivi sensibili sia in Arabia Saudita, verso i porti di Jizan e di Jeddah, che negli Emirati Arabi Uniti. Questi ultimi hanno recentemente catalizzato l’attenzione degli Houthi diventando dallo scorso gennaio un bersaglio sempre più frequente degli attacchi dei miliziani sciiti. Tali episodi sono da considerarsi come parte integrante di quel continuo clima di tensione tra l’Iran – sostenitrice degli Houthi – e i suoi antagonisti nella regione.

Sempre in merito all’area dell’Oceano Indiano, possiamo evidenziare una accresciuta attività delle autorità Sri Lankesi tesa al contrasto del fenomeno della pesca illegale nello Stretto di Palk, un’area ricompresa tra lo Sri Lanka e la costa sudorientale dell’India. In tale area, infatti, i pescherecci indiani frequentemente sconfinano in acque considerate dallo stato cingalese di propria competenza. Nell’ultimo mese, almeno nove imbarcazioni sono state sequestrate e diverse decine di pescatori arresti.

Per quanto concerne l’area dei Caraibi e dell’America Latina, si continuano a registrare eventi di furti a bordo di navi in aree quali Port-au-Prince (Haiti) e Callao (Perù), zone notoriamente interessate da tale fenomeno. Si evidenziano inoltre diversi episodi legati a traffici illeciti, in particolare di immigrazione clandestina, tra il Venezuela e Trinidad & Tobago, a conferma di un fenomeno in emersione da inizio anno.

Nonostante qualche allerta di aumento di rischio di attacchi di pirateria da parte di organismi quali MDAT-GoG, la zona del Golfo di Guinea continua a essere caratterizzato da una sostanziale assenza di eventi significativi. Per contro, numerosi sono stati gli episodi di furti a bordo, soprattutto negli ancoraggi di Luanda (Angola) e Takoradi (Ghana). A Takoradi in particolare, l’incidenza non è certamente significativa come negli anni passati, ma dopo un 2021 relativamente tranquillo, questi ultimi incidenti hanno spinto le autorità locali ad attivarsi stabilendo in queste settimane un regime di sorveglianza rafforzata.

Infine, nell’area del Mar Nero e nel Mar d’Azov, il recente attacco russo all’Ucraina ha avuto un impatto importante anche sul settore marittimo. Il naviglio commerciale nei porti settentrionali del Mar Nero o in transito nell’area è stato bersagliato da attacchi perpetrati sia dalle forze russe che da quelle ucraine. Almeno 8 navi, di cui 2 battenti bandiera russa, sono rimaste coinvolte in azioni ostili compiute attraverso il probabile impiego di missili.

L’area nordoccidentale del Mar Nero è da ritenersi al momento ad alto rischio per il naviglio commerciale, e la navigazione risulta interdetta da parte delle forze russe. Analogamente, il Mar d’Azov risulta chiuso in ingresso da sud, e la navigazione è consentita solo al naviglio in uscita dallo Stretto di Kerch.

Back To Top