skip to Main Content

Sicurezza, Graziano: La Difesa comune UE non è più rinviabile

Il generale Graziano: La Difesa comune UE non è più rinviabile. Lo ha confermato la crisi in Afghanistan

La difesa comune UE non è più rinviabile. Lo ha affermato con forza il generale Claudio Graziano, presidente del Comitato Militare dell’Unione Europea in un suo intervento sul Corriere della Sera. Secondo l’alto ufficiale, già capo dello Stato maggiore della Difesa (SMD), “I recenti eventi internazionali hanno ulteriormente rafforzato tale urgenza, dimostrando che la risoluzione di crisi di ampia portata è il prodotto dell’azione sinergica di tutti gli strumenti del potere — politico, diplomatico, informativo, militare — poiché l’assenza di uno di essi pregiudica l’efficacia di tutti gli altri”. La mancanza di questa sinergia, infatti, ha determinato risposte diverse da parte dei membri del blocco quando c’è stato l’obbligo di evacuare i civili dall’Afghanistan.

Gli scenari globali sono cambiati e gli Stati Uniti non interverranno più in ogni conflitto o crisi. Peraltro, Biden guarda all’Indo-Pacifico in chiave anti-Cinese

E’ stata proprio la crisi in Afghanistan a sancire che a livello globale gli scenari sono cambiati. Gli Stati Uniti hanno fatto capire chiaramente che non intendono più infilarsi in ogni guerra o conflitto, ma che agiranno solo ed esclusivamente in base a “motivi di opportunità” e con azioni calibrate in base ai loro desiderata. E, in base agli ultimi eventi, sembra che l’azione dell’amministrazione Biden sia intenzionata a concentrarsi principalmente nel bacino Indo-Pacifico, con l’obiettivo di contrastare l’espansione della Cina. Di conseguenza, rimarranno parzialmente “scoperti” alcuni teatri operativi strategici, soprattutto per l’Europa, in primis quello dell’Africa. In Sahel cresce la minaccia del terrorismo jihadista con ISGS e JNIM, affiliato ad al Qaeda. Nelle aree centrali e occidentali imperversano rispettivamente ISCAP e ISWAP, entrambi nella galassia dello Stato Islamico. L’UE, però, non può più contare sugli USA, se non per azioni sporadiche e mirate.

L’Africa è la sfida per l’Unione Europea, che però oggi non ha una volontà politica e una visione comuni

L’ex ISIS sta cercando di creare in Africa il califfato che non è riuscito a stabilire in Medio Oriente, sfruttando la debolezza dei governi e degli eserciti locali. Di conseguenza, bisogna intervenire al più presto prima che sia troppo tardi. Farlo, come ha anche lasciato intendere Washington, è compito dell’Unione Europea, la più interessata a ridurre le minacce davanti alle sue coste: dal fenomeno dei migranti al terrorismo, passando per il contrabbando e la pirateria. Oggi il blocco è dotato di una forza di pronto intervento, un battlegroup, di 5.000 soldati. Sono ben addestrati ed equipaggiati. Non sono, però sufficienti. Inoltre, mancano due elementi fondamentali per poter operare: la volontà politica e una visione comune tra i membri su obiettivi, modalità d’impiego, ecc…. Ciò che Graziano definisce giustamente l’“autonomia strategica”, cioè la capacità di poter operare – se necessario – in piena autonomia per risolvere una crisi.

L’autonomia strategica del blocco è strategica, non solo sul versante della sicurezza. Porterà benefici a tutti i membri. D’altronde, in caso contrario, continueremo a essere “sudditi” con tutto ciò che comporta

Raggiungere l’autonomia strategica richiederà tempo, ma porterà all’UE diversi vantaggi, non solo sul versante sicurezza. In primis l’Europa diventerà un attore alla pari degli Stati Uniti in ambito dei consessi internazionali, NATO in primis. Inoltre, verranno razionalizzate le spese militari e le organizzazioni dei singoli membri del blocco con conseguenti risparmi e benefici economici/tecnologici per tutti. Infine, l’Unione Europea sarà più forte globalmente nell’affrontare le sfide poste da competitor attuali, come Russia e Cina, e futuri. In caso contrario, il futuro è quello che Graziano definisce come “irrilevanza strategica”, che si può tradurre nella necessità di fare affidamento su altri, con tutto ciò che comporta in termini di dipendenza. O se vogliamo dirla in maniera brutale, di “sudditanza”.

Back To Top