skip to Main Content

Sahel, la Francia con la chiusura di Barkhane punta alla “cooperazione multilaterale”

La Francia con la chiusura di Barkhane in Sahel punta alla “cooperazione multilaterale”. Il primo step è la Task Force Takuba in Mali, ma la strada per coinvolgere l’UE è lunga. Intanto, ISGS e JNIM avanzano contro eserciti fragili

La Francia vuole trasformare la sua presenza militare nel Sahel da una forza di prima linea contro i jihadisti a una di supporto. E’ questo il motivo per cui il presidente Emmanuel Macron ha dichiarato conclusa l’Operazione Barkhane dopo otto anni di impegno ininterrotto nella regione africana. L’ordine di scuderia sarà la “cooperazione multilaterale”, coinvolgendo maggiormente non solo i paesi dell’area, ma anche e soprattutto quelli UE. In questo senso, la recente nascita della Task Force Takuba in Mali è un primo step, anche ma la strada è lunga. La decisione allenta la pressione sui 5.100 soldati francesi nel quadrante, ma rappresenta un grande rischio. In particolare in un momento come questo, in cui i gruppi ISGA, legato all’ex ISIS, e JNIM, braccio operativo locale di al Qaeda, stanno espandendo le loro attività. Inoltre, gli eserciti regionali sono ancora fragili e mobilitare uno sforzo europeo richiederà tempo.

Back To Top