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Sahel, il Burkina Faso da oasi felice è sempre più colpito dagli attacchi ISGS-JNIM

Il Burkina Faso è sempre più colpito dagli attacchi ISGS-JNIM e la popolazione protesta nelle strade per chiedere più sicurezza

Il governo del Burkina Faso si trova costretto ad affrontare un nuovo problema oltre al terrorismo di matrice jihadista: la popolazione. Nello scorso fine settimana ci sono state imponenti manifestazioni a Ouagadougou contro l’incapacità dell’esecutivo di contrastare gli attacchi di ISGS e di JNIM (affiliato ad al Qarda), che stanno causando decine di morti. Le manifestazioni, che hanno visto strade bloccate e copertoni dati alle fiamme, sono la risposta all’ultima offensiva di al Qaeda nella provincia di Soum agli inizi del mese, che è costata la vita a 50 tra militari e poliziotti. Inoltre, seguono di pochi giorni le manifestazioni contro la Francia, sfociate in una sorta di sommossa dopo che le truppe francesi avevano ferito almeno quattro persone che a Kanya avevano impedito il passaggio di un convoglio logistico del paese europeo. L’evento aveva provocato scontri con la polizia e il blocco temporaneo di internet per ragioni di sicurezza.

Solo pochi mesi fa, il paese africano era un’oasi felice: il numero dei morti per il terrorismo jihadista era il più basso della regione africana

La situazione della sicurezza in Burkina Faso ha improvvisamente cominciato a precipitare dopo l’annuncio della Francia della rimodulazione dell’operazione Barkhane in Sahel. Solo ad aprile, il paese africano era considerato la “mosca bianca” del Sahel. Secondo l’Armed Conflict Location and Event Data Project (ACLED), infatti, le vittime degli scontri tra le forze governative e i gruppi come ISGS e JNIM erano diminuite dell’87% su base annua, in controtendenza rispetto alle altre nazioni della regione. Qualcuno aveva ipotizzato che tra Ouagadougou e i jihadisti fosse stata stabilita una tregua segreta, in base alla quale le forze armate avevano concentrato le basi nelle grandi città e parallelamente ridotto le attività di pattugliamento, soprattutto nelle aree periferiche e isolate, demandandole ai francesi. La rimodulazione di Barkhane, però, ha rimesso tutto in gioco.

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