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Possibile svolta in Afghanistan, forse ci saranno colloqui diretti Usa-talebani

Possibile Svolta In Afghanistan, Forse Ci Saranno Colloqui Diretti Usa-talebani

Il New York Times: Gli Usa si starebbero preparando ad avere colloqui diretti con i talebani, come l’Emirato Islamico ha più volte chiesto in passato, per superare lo stallo dei negoziati formali con Kabul

A breve c potrebbe essere una svolta decisiva sulla crisi in Afghanistan. Gli Usa si starebbero preparando ad avere colloqui diretti con i talebani, come questi più volte hanno richiesto. Lo rende noto il New York Times, citando funzionari statunitensi. Se fosse confermato, rappresenterebbe un cambio di strategia senza precedenti da parte dell’amministrazione americana, che finora ha sempre insistito per inserire nella partita il governo di Kabul. L’obiettivo, sottolineano le fonti, è far avvicinare le posizioni delle istituzioni e dell’Emirato Islamico, in modo da far partire poi un negoziato formale, che ponga fine a 17 anni di guerra nel paese asiatico. D’altronde, il presidente Donald Trump non ha mai nascosto la sua intenzione di sbloccare una situazione, che a Washington “costa” sia in termini di vite umane sia di risorse bloccate nella nazione.

Un grosso scoglio è rappresentato da Isis. I miliziani Daesh continuano gli attacchi indiscriminati nella capitale afghana e a Nangarhar. Inoltre, Kabul dovrà capire che eventuali colloqui Usa-talebani non sostituiscono i negoziati formali, ma sono complementari

Una spina da risolvere in ogni caso in Afghanistan, sarà comunque quella di Isis-Khorasan (ISIS-K). I miliziani, competitor e contrapposti anche ai talebani continuano a effettuare feroci attacchi nel paese asiatico. Soprattutto a Kabul e a Nangarhar, la principale area d’influenza del Daesh nella nazione. Questi attaccano indiscriminatamente i nemici (le ANDSF e i miliziani) e la popolazione, puntando a scatenare il terrore invece che a ottenere il sostegno dei civili. Proprio come lo Stato Islamico ha fatto in Nord Africa e Medio Oriente. I jihadisti, dunque, sono una minaccia per tutti e per l’Emirato Islamico in primis. Di conseguenza, in caso di colloqui diretti le parti dovranno necessariamente discutere – tra le altre cose – come sbarazzarsi di questo attore incomodo e invadente. Inoltre,  in previsione dei negoziati si dovrà far digerire a Kabul che questi non soppiantano quelli ufficiali, ma sono solo complementari.

L’articolo integrale del New York Times

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