skip to Main Content

Non importa se al-Baghdadi sia vivo o morto. A Isis non può più servire

Non Importa Se Al-Baghdadi Sia Vivo O Morto. A Isis Non Può Più Servire

La domanda non è se al-Baghdadi sia vivo o chi sarà il nuovo califfo. Ma cosa questo potrà fare per Isis

Abu Bakr al-Baghdadi, leader di Isis, è morto. Oppure no. Le notizie sulla sua presunta dipartita circolano periodicamente da tempo e oggi sembra che anche Daesh l’abbia confermata in un comunicato. Qui si dice, secondo i media iracheni, che presto verrà scelto un suo successore. La questione, però, non è se il Califfo sia morto o meno. Né chi sia il nuovo o già insediato capo dello Stato Islamico. La domanda è: cosa sarà in grado di fare e dove? I suoi margini di manovra, infatti, sono molto stretti. La formazione è divisa, frammentata e isolata in zone diverse tra Iraq e Siria. Non solo. Gli stessi jihadisti hanno idee e obiettivi che non sempre convergono. Come dimostra la caduta di Mosul, l’ideale del Califfato ormai non c’è più. E’ stato sepolto con la Grande Moschea al Nuri per mano degli stessi miliziani, che l’hanno fatta esplodere.

I miliziani Isis in Iraq e Siria sono divisi, frammentati e isolati in zone diverse

Le più grosse concentrazioni di miliziani Isis in Iraq e Siria si trovano in aree separate tra loro e tutte sono sotto attacco dalle forze locali. Nel primo paese Daesh è presente a Qaim (al confine con la Siria), a Tal Afar e ad Hawija. Il gruppo presente in quest’ultima città, inoltre, non è come gli altri. Sono miliziani rinnegati, fuggiti dai campi di battaglia, che si sono ritrovati tra loro per cercare di sopravvivere. Perciò non hanno legami con la formazione originale, che li giustizierebbe appena ci fosse l’occasione, con l’accusa di tradimento. Nel secondo, lo Stato Islamico è presente a Raqqa, Deir ez-Zor e a sud est fino al confine con l’Iraq. Anche qui, però, è isolato dal resto del paese.

Per il vecchio o nuovo Califfo oggi non ci sono le condizioni per guidare Isis. E comunque manca il tempo

Questo scenario pone, di conseguenza, seri dubbi su quello che potrà essere il ruolo effettivo del leader Isis. Vecchio o nuovo che sia. Con ogni probabilità, il Califfo diventerà solo l’uomo immagine del Daesh, il meme. Altre funzioni, come guidare e ricompattare lo Stato Islamico, infatti, sono impossibili. Oggi ci sono troppe divisioni e diffidenze tra i vari gruppi ancora attivi in Iraq e Siria. Inoltre, la distanza e l’isolamento tra loro rendono estremamente difficoltosa la comunicazione, che potrebbe avvenire solo tramite internet, con tutti i limiti del caso. Ciò esclude l’eventualità che si possano coordinare a distanza offensive su vasta scala, come avvenuto in passato. Senza contare che comunque non ci sarebbe tempo per organizzarle. Nei due paesi i jihadisti continuano a perdere terreno su base quotidiana, senza avere la capacità di rallentare il nemico.

Back To Top