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Nigeria, i rapimenti ormai avvengono nelle abitazioni delle vittime

Nuova ondata di rapimenti in Nigeria. Un commando sequestra il cugino dell’ex presidente Goodluck Jonathan

L’ondata di rapimenti a scopo di riscatto che è esplosa in Nigeria non risparmia nemmeno le più alter cariche dello Stato e delle istituzioni. Il 25 gennaio 2022 un commando di uomini armati ha sequestrato Jephthah Robert, un cugino dell’ex presidente Goodluck Jonathan. L’uomo è stato prelevato dalla sua abitazione a Yenagoa e da allora si sono perse le sue tracce. La polizia indaga, ma finora senza esito. Solo pochi giorni prima, il 20 gennaio, aveva subito la stessa sorte anche Federal Otokito, commissario dello Stato di Bayela per l’Industria, il Commercio e gli investimenti, anche lui rapito presso la sua abitazione. Quest’ultimo, però, è stato rilasciato dai suoi sequestratori poco dopo (il 24 gennaio). Non ci sono conferme ufficiali, ma si ritiene che la liberazione sia avvenuta dopo il pagamento di un ingente riscatto. L’obiettivo dei sequestri, infatti, è quello di ottenere soldi dai parenti delle vittime per finanziarsi.

Si evolve il modus operandi nei sequestri: i criminali sono sempre più spavaldi e vanno a prelevare le vittime direttamente presso le loro abitazioni, anche nei grandi centri

L’evoluzione del modus operandi nei sequestri fa pensare che ci sia stato un cambio di passo da parte della criminalità in Nigeria. Ormai, infatti, le vittime non vengono più prelevate sulle strade, nei luoghi di lavoro o nei villaggi isolati. Sono rapite direttamente presso le loro abitazioni nei grandi centri e nelle grandi città, luoghi che finora erano considerati sicuri. Non a caso, il 25 gennaio 2021 c’è stato il sequestro di un professore e altre quattro persone a Yobe, tutti prelevati da casa. Inoltre, c’è stata un’evoluzione dei bersagli: ai tradizionali lavoratori, si sono aggiunte personalità sempre più importanti, che garantiscono riscatti maggiormente ricchi. Ciò è un segnale indicativo: conferma che la criminalità nel paese africano, ormai alleata consolidata dei ihadisto, sta alzando la testa in quanto si sente impunita. Di conseguenza, si teme che anche i gruppi terroristici possano tentare di fare altrettanto.

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