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Mozambico, le FADM si preparano a riprendere Mocimboa da Praia da Isis?

Le FADM si preparano a riprendere Mocimboa da Praia a Natale? Voci su imminente operazione anti-Isis a Cabo Delgado, grazie ai contractors Paramount e Dyck Advisory Group, assoldati dal governo del Mozambico

Le forze armate del Mozambico (FADM) potrebbero lanciare a Natale un’offensiva a sorpresa per riprendere Mocimboa da Praia dai miliziani di Ahlu al-Sunna Wal Jamaa (al-Shabaab). Il gruppo, legato a Isis (Islamic State in the Central African Province, ISCAP), infatti, da Cabo Delgado si sta spingendo verso nord. Di conseguenza, la vigilanza nell’area si è ridotta e si è aperta una finestra di opportunità. Soprattutto dopo che Maputo ha ingaggiato due compagnie di contractors sudafricane per combattere i terroristi: la Paramount e il Dyck Advisory Group. Queste forniranno supporto terrestre e aereo (CAS con elicotteri Gazzelle, nonché formazione mirata ai piloti locali) contro i jihadisti di ISCAP. I tempi per un’eventuale offensiva, però, sono stretti. I “partner” del governo, infatti, dovranno studiare il terreno e i movimenti del nemico per poter attaccare efficacemente. Altrimenti, si rischierà l’ennesimo bagno di sangue che non porterà risultati.

Si teme, però, un bagno di sangue. I fattori di rischio sono diversi: dalle fughe di massa della popolazione, che passano dalla prima linea, ai bambini-soldato, arruolati con la forza dai jihadisti ISCAP

Peraltro, i miliziani ISCAP in Mozambico hanno cominciato a schierare bambini-soldato. Questi sono usati per spiare le FADM e per compiere attentati, in puro stile della strategia Isis, come si è già visto in altri teatri in Medio Oriente e Asia. Inoltre, sono stati posti a guardia degli obiettivi sensibili fissi e in varie aree di Cabo Delgado, compresa Mocimboa da Praia. I ragazzi sono “reclutati” soprattutto con i rapimenti tra la popolazione locale, impotente contro i terroristi anche a seguito del diniego di Maputo sulla richiesta di ricevere armi per difendersi. A ciò si aggiungono le fughe di massa dei civili, allo stremo per i continui saccheggi da parte dei jihadisti. Queste, infatti, passano dalla prima linea dove si concentrano gli scontri. Di conseguenza, c’è l’elevato pericolo che una eventuale operazione, a meno che non sia pianificata bene, si trasformi in un massacro.

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