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Mozambico, la guerra anti-Isis a Cabo Delgado rischia una nuova battuta d’arresto

La campagna anti-Isis a Cabo Delgado rischia una nuova battuta d’arresto. E’ morto il capo di Stato Maggiore delle FADM: coordinava la guerra contro al-Shabaab in Mozambico

La campagna delle FADM in Mozambico contro Ahlu al-Sunna Wal Jamaa (al-Shabaab), gruppo legato a Isis, rischia una nuova battuta di arresto. Nelle scorse ore, infatti, è morto a seguito di una malattia il nuovo capo di Stato Maggiore delle Forze Armate, il generale Eugénio Ussene Mussa. L’alto ufficiale, da poco entrato all’incarico, era l’uomo che sovrintendeva tutta la campagna a Cabo Delgado e che coordinava la collaborazione con i contractors sudafricani, assunti da Maputo per riconquistare la regione dai jihadisti dello Stato Islamico nella Provincia Centro Africana (ISCAP). Non a caso, Mussa aveva fino alla sua nomina guidato le unità di soldati nel quadrante, in qualità di comandante per le operazioni nell’area settentrionale del paese africano.

Il presidente Nyusi deve trovare subito un sostituto con la stessa esperienza per non perdere i progressi raggiunti contro ISCAP

La morte di Mussa pone un serio problema al presidente del Mozambico, Filipe Nyusi: trovare velocemente un sostituto. Specialmente ora che le FADM hanno lanciato una nuova offensiva per riprendere Mocimboa da Praia dai jihadisti pro-Isis. L’unico vantaggio del capo dello Stato è che nel paese africano è cominciata la stagione delle piogge. Ciò quindi rallenterà i combattimenti a Cabo Delgado, ma non li interromperà del tutto. Quindi, per non perdere i progressi acquisiti recentemente contro ISCAP, serve rapidamente un nuovo comandante, che però abbia caratteristiche simili al suo predecessore. In particolare, la conoscenza del territorio e della popolazione che vive nella regione. I contractors sudafricani, infatti, sono un’ottima risorsa per quanto riguarda il supporto aereo ravvicinato (CAS) con gli elicotteri. Ma le manovre sul terreno sono portate avanti dalle forze armate locali, le quali solo ora recuperano un po’ di fiducia dopo mesi di sconfitte su tutta la linea.

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