Minaccia incombente per il Mozambico: il gruppo Ahlu Sunna wa-Jama

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Il Mozambico è minacciato dai jihadisti di Ahlu Sunna wa-Jama, che operano nel nord con modalità sempre più simili a Isis e Boko Haram

In Mozambico, uno dei paesi in Africa più ricchi di idrocarburi e minerali nonché considerato in pieno sviluppo, incombe una minaccia imminente. E’ quella rappresentata dal gruppo terrorista islamico Ahlu Sunna wa-Jama (alias Swahili Sunnah). La formazione jihadista, che opera prevalentemente a nord, ha incrementato gli attacchi contro la popolazione nei villaggi. Inoltre, da qualche tempo ha adottato pratiche barbare che ricordano quelle di Isis o di Boko Haram: la pubblica decapitazione dei prigionieri, per far aumentare il terrore nei civili. Peraltro, la campagna di violenza dei miliziani non sta creando grandi problemi a Maputo solo sul fronte della sicurezza. Ma anche a livello economico. L’area coinvolta negli attacchi, infatti è quella della costa settentrionale, dove sono presenti enormi giacimenti offshore di gas naturale. Ciò rischia di causare al governo perdite per 30 miliardi di dollari, senza contare i pericoli per il personale internazionale nel quadrante.

Chi sono e come operano i jihadisti della Swahili Sunnah

Il governo del Mozambico già nel 2017 ha già dato una dura risposta contro Ahlu Sunna wa-Jama, inviando numerosi soldati al nord. Ma questa non è servita. La formazione terroristica continua a operare e i suoi attacchi sono in aumento. Peraltro, ci sono scarsissime informazioni sul gruppo che sembra comunque operare su base decentralizzata. Piccoli gruppi scollegati tra loro, se non per l’ideologia, compiono azioni mordi e fuggi in piccoli villaggi. Spesso sono dotati di armi semplici come machete e il loro primo obiettivo sono i capi dei centri abitati. Dopo averli sequestrati o uccisi, bruciano diverse case e chiedono cibo alla popolazione locale. Infine, rubano ciò che ritengono utile e vanno via. Ciò farebbe presagire che si nascondono nelle foreste della zona e che – almeno in parte – agiscano per rifornirsi. Di fatto, però, la loro pericolosità sta crescendo con l’estensione del raggio d’azione e degli episodi di violenza.

Aumentano i rischi anche per le aziende internazionali nell’area, italiane comprese

Il degenerare della situazione in Mozambico crea problemi anche alla comunità internazionale, Italia compresa. Ciò in quanto a Cabo Delgado operano diverse compagnie straniere per l’estrazione di idrocarburi e minerali. Tra loro anche l’ENI, che insieme ad Anadarko recentemente hanno scoperto ingenti giacimenti di gas naturale. Infatti, le aziende petrolifere nella zona nei giorni scorsi hanno interrotto temporaneamente le loro operazioni per fare il punto della situazione sulla minaccia di Ahlu Sunna wa-Jama e diverse nazioni hanno rilasciato dei Travel Warning legati ai connazionali che intendono recarsi nel nord del paese africano.