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Mali, grande interesse per la partecipazione dell’Italia alla Task Force Takuba

C’è grande interesse, anche all’estero, per il voto finale in Parlamento (entro il 31 luglio) sulIa partecipazione dei militari italiani alla Task Force europea Takuba in Mali. Sono fino a 200 militari, tra operatori delle forze speciali e personale di supporto. Per la Francia è strategica la nostra presenza 

C’è grande interesse, anche all’estero, per il voto finale in Parlamento sulIa partecipazione dei militari italiani alla Task Force europea Takuba in Mali. L’ipotesi è schierare fino a 200 soldati (operatori delle forze speciali e personale di supporto), oltre a 20 “risorse terrestri” e otto “mezzi aerei” a sostegno delle forze del G5 Sahel. La proposta è stata già approvata al Senato e dovrebbe essere discussa in via finale alla Camera entro il 31 luglio. Il nostro contingente sarebbe il secondo più corposo dopo la Francia, di cui non si conosce l’estensione. Inoltre, la missione di terra diventerebbe la terza per dimensione in Africa dopo quella in Libia (circa 400 militari) e in Niger (295). Parigi, peraltro, spinge fortemente per la partecipazione del nostro paese, considerata strategica. Non a caso, il ministro della Difesa, Florence Parly, si è appena recata a Roma per incontrare il suo omologo, Lorenzo Guerini.

La Task Force avrà la IOC entro l’estate con i soldati francesi ed estoni. Poi, agli inizi del 2021 si dovrebbero aggiungere anche gli altri, italiani compresi e arrivare così alla FOC

La Task Force europea Takuba inizierà presto le sue operazioni per fornire mentoring, assistenza e supporto al combattimento alle forze armate del Mali nella regione di Liptako-Gourma. Secondo fonti militari, i primi elementi del gruppo sono arrivati nei giorni scorsi nel Sahel. Sono soldati francesi ed estoni che dovrebbero dare il via alla IOC entro l’estate. Questi ultimi, peraltro, utilizzeranno quattro Jackal 2 prestati dal Regno Unito fino a marzo del 2021. Ciò in quanto solo allora dovrebbero ricevere i loro veicoli corazzati da ricognizione Coyote. Intanto, all’inizio dell’anno prossimo arriveranno anche altri contingenti provenienti da Svezia, Repubblica Ceca e, presumibilmente, dall’Italia, che permetteranno alla forza di raggiungere la piena capacità operativa (FOC). La Task Force, che prende il nome dalla spada tradizionale usata da varie tribù nella regione (tra cui i Tuareg), sarà sotto il comando dell’operazione Barkhane a guida francese.

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