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Maldive, aumenta la sicurezza nell’arcipelago dopo l’attentato Isis

Cresce l’allarme sicurezza nelle Maldive dopo l’attentato Isis che ha visto tre turisti accoltellati a Hulhumale. Mentre le indagini proseguono, NSC e industria del Turismo adottano misure ad hoc per migliorare la protezione degli stranieri

Le forze di sicurezza delle Maldive hanno aumentato la sicurezza nell’arcipelago, dopo l’attentato di alcuni giorni fa, che aveva causato il ferimento di tre turisti (due cinesi e un australiano). Simpatizzanti Isis avevano accoltellato gli stranieri  sull’isola di Hulhumale e poi rivendicato l’azione con un video postato sui social media. A seguito dell’evento, la polizia locale ha arrestato sei persone in due distinte operazioni e ha dato il via a un’indagine anche con la collaborazione di autorità internazionali. Parallelamente, il National Security Council (NSC) del paese asiatico si è riunito con i Big del settore turistico e con i ministri dell’Economia e del Turismo, rispettivamente Uz. Fayyaz Ismail e Ali Waheed, per discutere delle misure precauzionali da adottare su scala nazionale, al fine di prevenire e bloccare attacchi violenti del terrorismo.

Da più postazioni mobili a maggiori pattuglie, anche in borghese, nei luoghi di maggior ritrovo. Malé non può permettersi errori nella lotta allo Stato Islamico, pena pesanti ripercussioni sulla sua economia

Il gruppo di lavoro contro gli attacchi Isis e del terrorismo in generale nelle Maldive ha innanzitutto stabilito di rafforzare la sicurezza in tutte le aree più frequentate dell’arcipelago. Ciò sia con postazioni fisse sia con pattuglie mobili anche in borghese. Inoltre, è stata chiesta la collaborazione del settore turistico affinché tutto il personale stia particolarmente in guardia e riporti alla polizia ogni episodio o soggetto ritenuto sospetto. Infine, sono stati stabiliti dei protocolli d’azione e gestione in questo tipo di emergenze. Parallelamente, proseguono le indagini per capire se e quali minacce siano ancora presenti nel paese asiatico, nonché come combatterle al meglio e velocemente. A livello internazionale, infatti, cresce la preoccupazione su nuovi possibili attacchi Daesh e c’è il rischio che l’industria del turismo, la principale della nazione, possa subire danni pesanti difficilmente recuperabili. Di conseguenza, Malé non può permettersi errori.

L’industria del turismo nelle Maldive contatta le agenzie di sicurezza. Il rischio di nuovi attacchi Daesh è concreto. Lo Stato Islamico in passato ha reclutato numerosi miliziani nell’arcipelago. Tanto che sono oltre 150 quelli nelle carceri in Siria e Iraq

Anche l’industria del turismo nelle Maldive sta lavorando in questo senso. Diverse strutture ricettive hanno già contattato agenzie di sicurezza ed esperti el settore per valutare  se e come migliorare la protezione dei loro ospiti. Il rischio di nuovi attacchi Isis, infatti, è concreto. Ciò in quanto numerosi cittadini del paese asiatico si sono arruolati negli ultimi anni nello Stato Islamico. Tanto che oltre 150 di loro sono detenuti nei campi delle SDF nell’est della Siria e altri si trovano nelle prigioni irachene. Inoltre, solo pochi mesi fa l’intelligence aveva lanciato l’allarme su una possibile escalation di violenza, data proprio da simpatizzanti Daesh, a seguito della sconfitta militare del gruppo e della morte di Abu Bakr al-Baghdadi. Peraltro, il nuovo “Califfo”, Abu Ibrahim al-Hashimi al-Qurayshi, tra i suoi ordini aveva dato proprio quello di incrementare gli attacchi contro gli occidentali.

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