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Mahsa Amiri, l’Iran attacca il Kurdistan iracheno con un’ondata di raid

L’Iran attacca il Kurdistan iracheno con un’ondata di raid. Obiettivo: distrarre l’attenzione dalle proteste in continuo aumento e neutralizzare l’opposizione interna curda prima che diventi troppo forte

L’Iran alza il tiro nella repressione delle proteste a seguito della morte di Mahsa Amini, la giovane uccisa dalla polizia religiosa, prendendo di mira il Kurdistan iracheno. Teheran ha lanciato nelle scorse ore un’ondata di attacchi, che hanno causato la morte di nove persone nella regione autonoma. Lo ha fatto dopo le affermazioni delle Guardie Rivoluzionarie (IRGC) circa il fatto che l’area colpita ospitasse i gruppi armati, infiltratesi nella Repubblica Islamica per alimentare le sommosse in corso. In realtà gli strike sono stati tesi a distruggere gli uffici di una serie di partiti curdi all’opposizione come il Kurdistan Freedom Party e il Kurdish Democratic Party of Iran. Il governo iraniano sta infatti cercando di raggiungere due obiettivi: da una parte, deviare l’attenzione dal fatto che non riesce a contrastare le proteste, in continuo aumento nonostante la dura repressione; dall’altra, neutralizzare l’opposizione interna curda prima che diventi troppo forte e rappresenti quindi una minaccia concreta al regime.

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