L’UE punta sui super computer da 1 miliardo di euro

Ue Unioneeuropea Commissioneeuropea Supercomputer Italia Esascala Economiadeidati Bruxelles Supercalcolo Cyber Sicurezzainformatica Bigdata

L’UE punta sui super computer per la competitività e l’indipendenza nel campo dell’economia dei dati

L’UE punta sui super computer per migliorare la qualità della vita e la competitività del blocco. La Commissione europea ha presentato un piano per investire, insieme agli Stati membri, nella realizzazione di un’infrastruttura europea di super computer all’avanguardia a livello mondiale. Questi elaboreranno una quantità sempre maggiori di dati, apportando benefici in molti settori. Sicurezza informatica in primis. Il cyber progetto, che costerà un miliardo di euro, è giudicato fondamentale per la competitività e l’indipendenza dell’Unione Europea nel campo dell’economia dei dati. “Oggi – come si legge in una nota di Bruxelles – sempre più spesso gli scienziati e le industrie europei elaborano i propri dati al di fuori dell’UE. Ciò in quanto i tempi di calcolo disponibili nel blocco non soddisfano le loro esigenze. Questa mancanza di indipendenza minaccia la vita privata, la protezione dei dati, i segreti commerciali e la proprietà dei dati, con particolare riguardo alle applicazioni sensibili”.

Nasce EuroHPC per il progetto da 1 miliardo. L’UE contribuirà con 486 milioni e i paesi membri con la stessa cifra

L’UE per il progetto utilizzerà l’impresa comune EuroHPC, una nuova struttura legale e di finanziamento. Questa acquisirà, creerà e implementerà in tutta Europa un’infrastruttura di calcolo ad alte prestazioni (HPC) all’avanguardia. Inoltre, sosterrà un programma di ricerca e innovazione per sviluppare le tecnologie e le macchine (hardware), nonché le applicazioni (software) destinate ai super computer. Per l’iniziativa, Bruxelles fornirà un contributo di circa 486 milioni di euro nell’ambito del quadro finanziario pluriennale attuale, cui corrisponderà un contributo analogo degli Stati membri e dei paesi associati. Si prevede che entro il 2020 sarà investito in totale circa un miliardo di finanziamenti pubblici. A essi si andranno ad aggiungere contributi in natura da parte di privati aderenti alla cyber iniziativa.

I benefici del supercalcolo

Quali sono i benefici effettivi dei super computer? “Il calcolo ad alte prestazioni è uno strumento essenziale per comprendere e rispondere alle grandi sfide scientifiche e sociali – prosegue il comunicato -; quali la diagnosi precoce e il trattamento delle malattie o lo sviluppo di nuove terapie basate sulla medicina personalizzata e di precisione. Il calcolo ad alte prestazioni è inoltre utilizzato per prevenire e gestire disastri naturali su vasta scala. In particolare per prevedere la direzione degli uragani o per simulare terremoti”.

I vantaggi dei super computer per le aziende

Grazie all’infrastruttura EuroHPC il settore industriale UE- in particolare le piccole e medie imprese (PMI) – potrà accedere più facilmente ai super computer per sviluppare prodotti innovativi. L’utilizzo del calcolo ad alte prestazioni ha un impatto crescente su vari settori e sulle aziende. Ciò in quanto riduce considerevolmente i cicli di progettazione e di produzione, accelera la progettazione di nuovi materiali, minimizza i costi, aumenta l’efficienza delle risorse, e accorcia e ottimizza i processi decisionali. Ad esempio, i super computer permettono di ridurre i cicli di produzione delle automobili da 60 a 24 mesi.

Il calcolo ad alte prestazioni è essenziale per la sicurezza e la difesa nazionali all’interno dell’UE

Il calcolo ad alte prestazioni è essenziale inoltre per la sicurezza e la difesa nazionali in ambito UE. Ad esempio per sviluppare tecnologie di cifratura complesse, per individuare l’origine e rispondere ai cyber attacchi e per dotare la polizia di metodi di indagine scientifica efficienti o per effettuare simulazioni nucleari.

L’UE guarda a un’infrastruttura adeguata alla ricerca e all’innovazione

L’iniziativa UE raccoglierà investimenti per istituire un’infrastruttura europea leader nei settori dei super computer e dei big data. L’impresa comune EuroHPC punta ad acquisire, entro il periodo 2022-2023, sistemi con prestazioni pre-esascala (cento milioni di miliardi, vale a dire 1017, di operazioni di calcolo al secondo) e a sostenere lo sviluppo di sistemi con prestazioni a esascala (un miliardo di miliardi, vale a dire 1018, di operazioni al secondo) basati su tecnologia europea.

Quali saranno i compiti di EuroHPC

Le attività dell’impresa comune UE EuroHPC saranno acquisire e gestire due macchine per il supercalcolo con prestazioni a pre-esascala di prim’ordine e almeno altrettante con prestazioni medie (capaci di almeno 1016 operazioni al secondo); inoltre fornirà e gestirà l’accesso ai super computer verso un’ampia gamma di utenti pubblici e privati a partire dal 2020. L’impresa comune europea attuerà un programma di ricerca e innovazione sul calcolo ad alte prestazioni per sostenere lo sviluppo della tecnologia europea di supercalcolo. Compresa la prima generazione di tecnologia europea per microprocessori a basso consumo energetico e la co-progettazione di macchine UE con prestazioni a esascala e per promuovere le applicazioni, lo sviluppo delle capacità e un più ampio utilizzo del calcolo ad alte prestazioni.

EuroHPC sarà gestita da 13 paesi UE, tra cui l’Italia, a cui se ne potranno aggiungere altri purché forniscano un contributo

L’impresa comune UE EuroHPC opererà nel periodo 2019-2026. L’infrastruttura sarà proprietà comune dei membri, che la gestiranno anche congiuntamente. Questi saranno costituiti in un primo momento dai paesi che hanno firmato la dichiarazione EuroHPC (23 marzo 2017) e cioè Francia, Germania, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna, Belgio, Slovenia, Bulgaria, Svizzera, Grecia e Croazia. Nonché dai privati del mondo accademico e del settore industriale aderenti. Altri soggetti potranno associarsi alla cooperazione in qualsiasi momento, a condizione di fornire un contributo finanziario.