L’Italia nel caos rischia di far nascere un asse franco-tedesco in Libia e nel Mediterraneo

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La Germania si avvicina alla Libia, proponendo cooperazione a 360° e annunciando la riapertura dell’ambasciata

La Germania si affaccia alla Libia per rinsaldare la cooperazione e partecipare alla ricostruzione del paese nord africano. Mentre c’è grande attesa per la conferenza internazionale a Parigi del 29 maggio, a cui parteciperanno tutti i grandi attori della nazione – da Fejez Serray a Khalifa Haftar, passando per l’HSC e l’HoR -, l’ambasciatore tedesco nello stato del MENA Christian Buck è stato ricevuto con una delegazione dal ministro dell’Interno di Tripoli: Abdul Salam Ashour. Focus al centro del colloquio sono stati gli sviluppi sul versante della sicurezza nella città e la possibilità che Berlino supporti e sviluppi le agenzie locale in tutti i settori. Inoltre, Buck ha confermato che presto riaprirà l’ambasciata tedesca a tripoli e che presso la sede diplomatica si lavorerà da subito per facilitare le procedure di visto dei cittadini libici diretti in Germania.

Berlino si allinea alla Francia, mentre non si sa che farà l’Italia. Ciò nonostante il nostro ambasciatore a Tripoli abbia ricordato che la stabilità della Libia è di interesse vitale e strategico per il nostro paese

La Germania, con l’incontro tra Buck e Ashour – nonché con l’annuncio della riapertura dell’ambasciata -, ha formalmente deciso di accodarsi alla Francia per estendere la sua influenza in Libia. Dall’Italia, invece, non ci sono notizie su cosa si farà nel prossimo futuro. Non è chiaro, infatti, quale sarà la sorte di tutte le iniziative intraprese dal ministro dell’Interno Marco Minniti o se si agirà in modo diverso. Le uniche parole in questo senso sono state espresse nei giorni scorsi dal nostro ambasciatore a Tripoli, Giuseppe Perrone, il quale ha ricordato in un’intervista su Repubblica che la stabilità del Paese è interesse vitale e strategico per l’Italia. Inoltre, ha ribadito che non si può votare nelle condizioni attuali. Mancano una legge elettorale e una Costituzione. Senza contare che a oggi non c’è un accordo politico tra le parti.

Né dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, né dal neo premier Sergio Cottarelli arrivano parole su come verranno tutelati i nostri interessi nazionali. Si rischia la nascita di un asse franco-tedesco forte nel Mediterraneo

In Italia, invece, dopo il turbillon politico che ha portato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ad affidare l’incarico di premier all’economista Carlo Cottarelli, non si fa nessun accenno alla Libia o a chi e come tutelerà i nostri interessi nazionali. Nemmeno da parte del neo presidente del Consiglio, il quale si è limitato a dire si presenterà in Parlamento con un programma che presenti la legge di bilancio e porti il paese alle elezioni, all’inizio del 2019 in caso di fiducia o dopo agosto in caso di sfiducia. “Il governo sarà neutrale, assicurerà una gestione prudente dei conti pubblici e riterrà essenziale la partecipazione dell’Italia all’area euro”, ha aggiunto. Perciò, nessun accenno alla politica estera che non sia un endorsement alla UE. Così, però, si rischia che nel Mediterraneo si consolidi un asse franco-tedesco forte e che l’Italia perda la sua tradizionale influenza nella regione.