L’intelligence italiana cerca laureati e diplomati nel settore ICT

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L’intelligence italiana cerca capacità di analisi nel settore cyber con riferimento ai contesti geopolitici, ma non solo

Il comparto intelligence in Italia ha lanciato una ricerca mirata di nuovi candidati nell’ambito della cyber security. L’iniziativa parte il 10 gennaio e si conclude l’8 marzo. Destinatari della pubblicazione, diffusa attraverso il sito istituzionale del Sistema di Informazione per la Sicurezza della Repubblica (SISR), www.sicurezzanazionale.gov.it, sono i giovani diplomati e laureati. Purché siano in possesso di competenze ed esperienze nei settori della ricerca, monitoraggio, analisi e contrasto delle cyber minacce. “Particolarmente apprezzate, si legge sul sito – sono le capacità di analisi nel settore cyber con riferimento ai contesti geopolitici; ma anche conoscenze degli strumenti e delle tecniche relative al data mining, all’analisi del web, dei social media e competenze nell’analisi strutturata di ingenti quantità di dati su database complessi”.

Come si svolgerà il reclutamento mirato degli esperti di sicurezza informatica

La pubblicazione è in linea con i più recenti compiti affidati all’intelligence italiana a tutela degli interessi strategici nazionali italiani. Ciò in campo politico, militare, economico, scientifico e industriale; nonché alla protezione del sistema Paese, con particolare riguardo alle infrastrutture critiche e alla protezione cibernetica e sicurezza informatica nazionali. I curricula disponibili all’esito dell’attività di ricerca saranno sottoposti alle previste procedure selettive, articolate in un preliminare screening delle candidature arrivate attraverso l’apposito banner pubblicato sulla home page del sito istituzionale. E una seconda fase – suddivisa in preselettiva e selettiva – in cui vengono verificati i profili di professionalità, affidabilità e sicurezza dei candidati.

Quale sarà il lavoro dei candidati selezionati

I candidati che supereranno le selezioni, un centinaio, saranno progressivamente destinate al comparto intelligence italiano. Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza (DIS), Aise e Aisi per l’impiego in attività deputate alla cyber protezione e alla sicurezza informatica; nella struttura di supporto all’architettura nazionale cyber di cui al DPCM Gentiloni del 17 febbraio 2017; o in altri soggetti previsti dalla medesima architettura, come ad esempio il Computer Emergency Response Team (CERT), o il Centro di Valutazione e Certificazione Nazionale (CVCN).

Il precedente reclutamento “cyber” del comparto intelligence aveva raccolto circa 4.000 candidature

Peraltro, in occasione del precedente avviso di reclutamento ICT (pubblicato a novembre del 2016), in 2 mesi l’intelligence italiana ha raccolto circa 4.000 candidature. A queste si sono aggiunti 1.402 curricula pervenuti nell’arco del 2017 attraverso il cosiddetto “progetto Università”, che vede la collaborazione del DIS con 16 atenei italiani, e 333 candidature selezionate tra gennaio 2016 e gennaio 2017 attraverso la sezione del sito “lavora con noi”. Inoltre, quello aperto il 10 gennaio, non è l’unico dei canali di reclutamento consentiti dalla riforma del Comparto intelligence (Legge 3 agosto 2007, n. 124). “Per coloro che hanno interesse – prosegue il sito della sicurezza nazionale – rimane attiva la possibilità di presentare candidature spontanee attraverso la sezione del sito ‘lavora con noi’. Così come attivo resterà lo scouting presso le università nazionali per neolaureati che hanno chiuso gli studi con una votazione apicale”.

I nostri 007 non cercano solo esperti di sicurezza informatica, ma anche altre professionalità di alto valore

Il comparto intelligence italiano, comunque, non cerca solo esperti di cybersecurity. Per tutte le candidature, oltre al settore ICT, i nostri 007 sono interessati anche a diplomati e laureati in vari settori che vanno – tra gli altri – dall’analisi nei settori economico-finanziario, internazionale ed energetico, agli interpreti e traduttori di lingue rare, dai tecnici del settore della controproliferazione a quelli dei settori giuridico e archivistico.