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Libia, gli USA espandono la campagna anti-terrorismo nel sud paese?

Gli Usa hanno lanciato nel fine settimana il primo attacco con droni contro al Qaeda nel sud del paese. Il NYT: si espande la campagna anti-terrorismo nel paese?

Gli Usa hanno lanciato il primo attacco con droni contro miliziani di al Qaeda nel sud della Libia. Lo riporta il New York Times, ipotizzando che l’evento possa essere il segnale di una significativa espansione della campagna anti-terrorismo statunitense nella nazione dell’Africa settentrionale. Finora gli Stati Uniti avevano focalizzato gli attacchi in Libia quasi esclusivamente contro miliziani dello Stato Islamico e nel nord della nazione. Almeno 8 dall’inizio della presidenza Trump, a cui vanno aggiunti quasi 500 bombardamenti nel 2016 per distruggere la roccaforte del Daesh nello stato. Invece, lo strike – che come ha reso noto AFRICOM (il comando delle operazioni militari americane per l’Africa) ha causato la morte di 2 persone, è avvenuto a sud ovest. Una zona nota per essere un luogo di ritrovo di terroristi di diverse formazioni, che operano anche nella regione del Sahel in Niger, in Ciad, in Mali e in Algeria.

Colpito un edificio a Ubari: uccisi 2 jihadisti di AQIM. L’aereo senza pilota forse decollato dal Niger

Un drone Usa ha lanciato un missile lanciato, che ha colpito una casa a Ubari, 435 miglia a sud di Tripoli. In un’area della Libia vicina ai campi petroliferi, devastata dalle faide etniche nel 2015. L’edificio, secondo fonti locali, era frequentato da stranieri. AFRICOM a proposito ha fatto sapere di aver colpito affiliati di al Qaeda nel Maghreb Islamico (AQIM), che l’attacco è stato coordinato con Tripoli e che non ci sono vittime civili. Non si sa, però, da dove il velivolo senza pilota sia partito. Il New York Times ipotizza che possa essere decollato da una base a Niamey in Niger, istituita dopo la morte dei 4 soldati americani, uccisi nel paese africano in un’imboscata.

Il primo a lanciare l’emergenza terrorismo/criminalità nel sud della Libia era stato il sindaco di Sabha, Abu Saif, che aveva chiesto l’intervento di chiunque

D’altronde, che nel sud della Libia ci sia un’emergenza terrorismo/criminalità lo aveva già denunciato il sindaco di Sabha, Abu Saif. Il primo cittadino, citato dai media locali, ha chiesto recentemente un intervento delle forze di sicurezza in città per eliminare organizzazioni di criminali straniere che operano nella zona. E non faceva riferimento al Daesh, ma ad altri. In particolare a mercenari facenti capo all’opposizione chadiana, che controllano alcuni edifici in città. Incluso l’hotel Jabal. Tanto che hanno issato la bandiera nazionale sul tetto dell’albergo. Inoltre, i ribelli sudanesi Janjaweed dilagano tra Sabha e Ghadwa. A proposito Saif ha chiesto aiuto a tutti per cacciare le “forze di occupazione”. Non importa se a intervenire saranno le forze del Governo di Accordo Nazionale (GNA) o quelle dell’operazione Dignity del generale Khalifa Haftar.

Da Sabha al confine è zona di scontri tribali e di traffici. Dalla droga alle armi, passando per i migranti. E coinvolge tutti. Daesh e al Qaeda compresi

A peggiorare la situazione nell’area meridionale e sud-ovest della Libia ci sono anche gli scontri interni tra fazioni e tribù. Gli ultimi sono avvenuti proprio a Sabha. Nella zona c’è grande tensione e nessuno dei leader locali è disposto a cedere su principi o territori. Intanto, la criminalità nel quadrante dilaga. Sia che si tratti di traffici di esseri umani sia di droga. A conferma di ciò, le autorità di Tripoli hanno sequestrato circa un mese fa 11 milioni di pillole di Tramadol (un oppiaceo sintetico, soprannominato la droga del combattente) nel porto di Misurata. Non si sa a chi appartenessero, ma si sospetta a Isis o gruppi criminali locali. Lo Stato Islamico non è nuovo all’impiego del farmaco per distribuirlo tra i jihadisti o venderlo al mercato nero, come i “concorrenti”. La differenza è che i primi usano i ricavati per finanziarsi, gli altri per profitto. Peraltro, sembra che il carico fosse destinato al sud della Libia.

Ubari è il centro di tutte le attività. Terroristiche e criminali: è equidistante dai confini con il Niger, il Ciad e l’Algeria

In questo contesto, c’è un’altra località della Libia che assume particolare: è proprio Ubari, che ha appena subito il bombardamento Usa contro i terroristi di al Qaeda nel Maghreb Islamico. La città è un crocevia di miliziani e criminali di vario tipo per la sua particolarità. E’ equidistante dai confini con il Niger, il Ciad e l’Algeria. Inoltre, gli stessi capi tribù locali (minori, in quanto quelli Tebu e Tuareg hanno siglato un accordo e grazie a unna milizia neutra gestiscono la sicurezza nell’area) sono coinvolti nel traffico di droga, esseri umani e armi attraverso il deserto meridionale. Tanto che alcuni di loro si sono alleati con lo Stato Islamico o con AQIM.

L’articolo del New York Times sul primo attacco Usa con droni contro al Qaeda a sud del paese africano

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