Libia, Usa e Onu provano a bloccare le milizie con le sanzioni a Jodran

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Usa e Onu provano a spuntare le armi alle milizie più pericolose in Libia, usando l’arma delle sanzioni. La prima vittima, ed esempio per gli altri, è Ibrahim Jodran

Usa e Onu provano a spuntare le armi alle milizie più pericolose in Libia: soprattutto a quella di Ibrahim Jodran. All’ex capo della PFG sono state, infatti, comminate sanzioni sia dagli Stati Uniti sia dalle Nazioni Unite, legate all’attacco di giugno del suo gruppo nella Mezzaluna Petrolifera. All’uomo sono stati congelati i beni in America e in tutti gli stati membri dell’Organismo, nonché gli è stato vietato di recarvisi. Ciò a seguito della sua offensiva con la quale prese il controllo dei terminal di Sidra e Ras Lanuf, togliendoli per qualche giorno all’LNA del generale Khalifa Haftar. La sua azione, secondo le motivazioni dei provvedimenti, è costata al paese nord africano perdite per la mancata vendita e trasporto degli idrocarburi per oltre 1,4 miliardi di dollari. Inoltre, ha arrecato danni agli sforzi per promuovere progressi politici e pace nella nazione.

Le sanzioni sono un messaggio molto chiaro di Stati Uniti e Nazioni Unite alle milizie in Libia: Gli unici 2 attori riconosciuti sono Sarraj e Haftar. Il provvedimento, però, potrebbe trasformarsi in un boomerang per il GNA

Le sanzioni a Jodran sono un messaggio molto chiaro. Né gli Usa né tantomeno l’Onu supporteranno alcuna milizia o gruppo in Libia che agisca in autonomia rispetto a quanto stabilito. Cioè che il GNA di Sarraj e Haftar siano gli unici due attori nella partita, nonché che il paese nord africano avrà le sue elezioni il 10 dicembre. Il messaggio è rivolto soprattutto alla Settima Brigata dei fratelli Kani e alle formazioni che ipotizzano di seguire il suo esempio per aumentare il loro peso nella nazione e ottenere vantaggi di qualunque tipo. Non sono, però, tutte rose e fiori. Le sanzioni, infatti, rischiano di essere un’arma a doppio taglio per Tripoli. Soprattutto perché hanno preso di mira un leader, Jodran, che durante l’offensiva nella Mezzaluna Petrolifera, si dichiarò vicino al GNA. Perciò, le milizie alleate (soprattutto chi ha già dubbi, come quella di Misurata ) – temendo un trattamento simile – potrebbero decidere di scaricare Sarraj e avvicinarsi ad Haftar.

Lo stesso Jodran da oggi rappresenta un pericolo sia per la Libia sia per Sarraj

Lo stesso Jodran ora rappresenta un grosso pericolo per Sarraj e il GNA. L’ex comandante della PFG, infatti, ha forti legami con le tribù Al-Magharba e Tabu. Inoltre, è amato dai combattenti di Bengasi e da quelli della Montagna Verde. Perciò, è a capo di un vero e proprio esercito, peraltro molto ben addestrato e armato. Di conseguenza, c’è il rischio che possa compiere nuovi attacchi nella Mezzaluna Petrolifera o addirittura puntare su Tripoli. Generando sia nuove perdite per la National Oil Corporation (NOC) sia minando ulteriormente la fragile situazione della sicurezza nel paese africano.