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Libia, UNSMIL incontra Haftar per stemperare la crisi del Sud

Libia, UNSMIL Incontra Haftar Per Stemperare La Crisi Del Sud

Il capo di UNSMIL, Ghassan Salamé, incontra Khalifa Haftar per cercare si stemperare la crisi nel Sud. Obiettivo: far sì che la Conferenza Nazionale si tenga con successo nei tempi e nei modi previsti

UNSMIL in Libia interviene cercando di far rientrare la nuova crisi, scoppiata con l’operazione militare di Khalifa Haftar nel sud. Il capo della missione ONU nel paese africano, Ghassan Salamé, ha incontrato il Generale per fare il punto della situazione e capire quali siano le sue reali intenzioni. Si teme, infatti, che l’uomo forte della Cirenaica usi la scusa delle manovre anti-terrorismo e criminalità come scusa per acquisire il controllo delle risorse energetiche della regione. In particolare, dopo che le sue forze hanno conquistato il giacimento petrolifero di Sharara e potrebbero ora puntare a quello di El Feel. Nell’occasione Salamé ha enfatizzato la necessità di appianare le divergenze e che la Conferenza Nazionale (Al Multaqa Al Watani) si tenga con successo. Ciò, in quanto l’appuntamento è propedeutico per sicurezza, referendum ed elezioni. Non è chiaro, però, quale sia stata la reazione del Generale e del suo staff.

Intanto, Fayez Sarraj chiede aiuto alla Cina per sbloccare i fondi libici congelati all’estero

Intanto, Fayez Sarraj si muove per cercare di recuperare i fondi della Libia, congelati all’estero. Il capo del Consiglio Presidenziale (PC), a margine della Conferenza di Monaco, ha chiesto il supporto della Cina (in quanto membro del Consiglio di Sicurezza Onu) affinché Tripoli possa rientrare in possesso degli asset. Questi serviranno per dare ossigeno alla fragile economia del paese africano, soprattutto a Sud, e per far sì che il processo politico possa andare avanti senza problemi. La questione dei fondi della nazione è tornata alla ribalta, dopo che il tribunale di Bruxelles ha riaperto la causa su 14 miliardi di euro, congelati presso la Euroclear Bank e fermi dal 2011. La Corte ascolterà tutte le parti coinvolte per capire se confermare il provvedimento o meno e nel caso in quale misura. La decisione è prevista per maggio, ma secondo fonti informate, molto dipenderà da come si svilupperà il percorso politico.

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