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Libia, uno scontro a Tarhuna fa gelare il sangue ai negoziatori

Uno scontro a Tarhuna fa gelare il sangue ai negoziatori in Libia. L’episodio è avvenuto nel corso dell’arresto di alcuni membri della Settima Brigata dei fratelli Kani

In Libia è improvvisamente scoppiata ancora la violenza. Epicentro: Tarhuna. Le forze del GNA di Fayez Sarraj, però, non si sono scontrate con l’LNA di Khalifa Haftar, bensì con le milizie della Settima Brigata dei fratelli Kani. Quando i soldati hanno effettuato un’operazione per arrestare quattro membri del gruppo, responsabili di vari crimini come rapimenti e torture, i loro compagni si sono rifiutati di consegnarli. Di conseguenza, è scoppiato un conflitto a fuoco fortunatamente durato per un breve periodo e conclusosi con la cattura di vari soggetti. Altri, invece, sono fuggiti. Un raid analogo è avvenuto a Zlitin, sempre nei confronti di una milizia di Tarhuna che sembra si fosse rifugiata lì, ma questa volta senza che fossero stati sparati colpi. Fonti locali riportano che lo scontro, anche se per poco, ha fatto gelare il sangue ai negoziatori. Questi, infatti, temevano un’escalation improvvisa.

Un’escalation metterebbe in crisi un processo che per la prima volta sembra davvero portare alla fine della crisi. Tanto che Bashagha ha firmato una tregua con l’Egitto. Si temono, però, colpi di coda di Haftar o reazioni al ritiro delle dimissioni di Sarraj

Un’escalation di violenza in Libia cadrebbe proprio nel momento più sbagliato. La strada per porre fine alla crisi, infatti, sembra delinearsi davvero. Tanto che il ministro dell’Interno del GNA, Fathi Bashagha, avrebbe anche firmato una sorta di tregua con l’Egitto nel corso di una sua missione lampo appena conclusa. La situazione, nonostante i rapidi progressi, resta comunque tesa. Sia perché si teme che Haftar possa tentare un colpo di coda sia perché il ritiro delle dimissioni di Sarraj potrebbe scatenare reazioni improvvise. Inoltre, UNSMIL è sotto una specie di attacco mediatico da parte di alcuni attori locali che l’accusano di essersi sostituita ai decisori politici. Intanto, si attendono i prossimi appuntamenti negoziali: Il Libyan Political Dialogue Forum (LPDF) a Tunisi e il prossimo incontro della Commissione dei 10 a Brega.

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