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Libia, Unione Africana: Le elezioni presidenziali e parlamentari si tengano a ottobre

Libia, Unione Africana: Le Elezioni Presidenziali E Parlamentari Si Tengano A Ottobre

L’Unione Africana (AU): Le elezioni presidenziali e parlamentari in Libia si tengano a ottobre. Inoltre, bisogna lavorare con l’ONU affinché entro la prima metà di luglio si tenga l’Al Multaqa Al Watani. Ma le mire di Haftar complicano la partita

Le elezioni presidenziali e parlamentari in Libia si dovrebbero tenere a ottobre. E’ l’auspicio dell’Unione Africana (AU), che ha chiesto alla sua commissione sul paese africano di adoperarsi affinché vengano rispettati i tempi. Lo ha reso noto lo stesso organismo dopo il suo 32esimo summit, che si è tenuto ad Addis Abeba. Nella dichiarazione si chiede anche di prendere le necessarie misure, insieme con l’ONU (in particolare con UNSMIL, la missione nel paese), affinché entro la prima metà di luglio del 2019 si tenga la Conferenza Nazionale (Al Multaqa Al Watani). La situazione, però, si è complicata a seguito dell’operazione militare nel sud, effettuata da Khalifa Haftar, che da una parte cerca di eliminare sistematicamente gli appartenenti alla tribù Tabu. Dall’altra, di acquisire il controllo delle risorse energetiche dell’area. Le milizie Tuareg vicine all’LNA hanno già preso il giacimento di Sharara e ora si teme che puntino a El Feel.

La sicurezza è sempre più a rischio. Non c’è certezza che le manovre del Generale per conquistare le infrastrutture energetiche si fermino a Sharara. Timori per il giacimento di El Feel 

Intanto, in Libia, la sicurezza è sempre più a rischio. Ciò, in quanto l’operazione di Haftar ha ottenuto l’endorsement politico della Camera dei Rappresentanti (HoR) di Tobruk. Il suo presidente, Aqilah Saleh, ha chiesto alla National Oil Corporation (NOC) di riprendere la produzione, fermata a seguito di cause di forza maggiore. Inoltre, Saleh ha chiesto ai vertici della NOC di parlare con il Generale, affinché le sue forze riaprano le infrastrutture e ha attaccato Ali Kannah, a capo del distretto militare di Sabha, che fino a poche ore fa controllava la zona. L’alto ufficiale, nominato da Fayez Sarraj solo la settimana scorsa, si era ritirato da Sharara a El Feel per evitare uno spargimento di sangue tra i Tuareg (ne fa parte). Ora è in attesa di nuovi ordini da Tripoli, ma si rischia che avvenga di nuovo quanto appena accaduto. 

Anche la politica dell’Est, leggi HoR di Tobruk, si è allineata con Haftar nonostante il sostegno al processo politico. Per Sarraj la situazione diventa più difficile

Sarraj e il Consiglio Presidenziale (PC) libico dovranno ora fare i conti non solo con una manovra militare ostile da parte di Haftar. Ma anche con una controparte, la quale finora non ha messo i bastoni tra le ruote sulle tappe previste nella riunificazione nazionale, ma che adesso sostiene chi sta minando questo processo. Non ci sono ancora conferme, ma è altamente probabile che la Conferenza Nazionale slitti ancora. Anche perché quando UNSMIL a gennaio l’ha rimandata a seguito della mancanza di condizioni ideali, la situazione era paradossalmente migliore rispetto a oggi.

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