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Libia, un terzo del Consiglio Presidenziali attacca Sarraj: Irresponsabile

Libia, Un Terzo Del Consiglio Presidenziali Attacca Sarraj: Irresponsabile

Nuova tegola per Sarraj: un terzo del Consiglio Presidenziale (PC) lo attacca. “Accentratore e individualista sulle scelte vitali per la Libia. Ha trasformato il PC in un luogo di conflitto e porta avanti politiche irresponsabili

Nuova tegola per Fayez Sarraj, che viene attaccato direttamente dai membri del Consiglio Presidenziale (PC) libico. Tre membri dell’organismo di Tripoli (sono 9 in tutto compreso il premier), Ahmed Maiteeg, Fathi Al-Mijibri e Abdelsalam Kajman, hanno rilasciato una dichiarazione in cui accusano il capo del PC e del GNA di avere un approccio individualista e accentratore per quanto riguarda le decisioni su temi vitali per il paese africano. I “dissidenti” gli hanno inviato una lettera, invitandolo ad agire per i migliori interessi della nazione e a mettere da parte quelli personali. “Riteniamo Sarraj responsabile delle ripercussioni dell’imminente collasso del paese e delle sue istituzioni, che farebbero tornare indietro la Libia”, hanno sottolineato i tre, spiegando che le sue politiche sono essenzialmente “irresponsabili”. Inoltre, hanno aggiunto che il suo individualismo ha trasformato il PC in un luogo di conflitto, invece che in quello dove si generano soluzioni.

Il capo di UNSMIL, Salamè, per la prima volta nel SUD. Focus su sicurezza, popolazione, Conferenza Nazionale, referendum ed elezioni. Nell’occasione accusa le istituzioni di non essere all’altezza e avvisa che la prossima settimana ci saranno reali cambiamenti nel paese

L’attacco a Sarraj da parte di un terzo del PC, peraltro, potrebbe non essere l’unico. Nelle scorse ore il capo di UNSMIL, la missione ONU in Libia, Ghassan Salamè è volato nel sud del paese africano nella sua prima visita ufficiale dalla nomina. A Sabha ha incontrato elders locali, capi tribù e personalità politiche/religiose di rilievo della regione meridionale. Focus dei colloqui: come garantire migliori condizioni di vita alla popolazione, quali passi intraprendere per incrementare la sicurezza. Inoltre, si è discusso della Conferenza Nazionale (Al Multaqa Al Watani), del referendum e delle elezioni. E nell’occasione, seppur evitando di fare nomi, ha rivolto parole molto dure verso le istituzioni  e gli organi del paese africano. “Quelli attuali sono poco performanti e il loro lavoro non è all’altezza degli standard richiesti – ha affermato citato da Libya Observer -. E’ tempo di cercare alternative. La settimana prossima porterà reali cambiamenti in Libia”.

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