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Libia, Tripoli: Non riprenderemo i migranti salvati nel Mediterraneo

Libia, Tripoli: Non Riprenderemo I Migranti Salvati Nel Mediterraneo

La Libia non accetterà di riprendere i migranti salvati nel Mediterraneo. Sayala: La comunità internazionale sia assuma le sue responsabilità e faccia pressing sui paesi di origine affinché riaccolgano i propri cittadini e sostengano i costi dei rimpatri

Nuova tegola per l’Unione Europea sulla Libia e sulla questione dei migranti. Tripoli ha fatto sapere che non accetterà più di riprendere le persone salvate nel Mediterraneo che cercavano di raggiungere l’UE. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri del GNA, Mohamed Sayala, in una breve dichiarazione. “Non accetteremo questa procedura ingiusta e illecita – ha sottolineato -. Abbiamo oltre 700.000 immigrati sul nostro territorio. I migranti devono essere rimandati nei paesi d’origine perché siamo solo una nazione di transito”. Inoltre, Sayala ha aggiunto che lo stato nord africano ne ha abbastanza e che la comunità internazionale deve assumersi le proprie responsabilità, facendo pressioni sui paesi di origine affinché riaccolgano i propri cittadini e sostengano i costi dei rimpatri. Le sue parole sono la risposta al vice premier e titolare dell’Interno italiano, Matteo Salvini, il quale ha minacciato di rimandare i 177 migranti a bordo della nave Diciotti di nuovo in Libia se l’Unione rifiuterà di accoglierli.

Intanto tra Italia e UE rimane l’impasse su dove sbarcare i migranti ancora a bordo della Diciotti. Salvini: Il mio obiettivo è il “no way” australiano

Intanto, rimane ferma la situazione per i 150 migranti ancora a bordo della nave. Salvini ha reso noto che non cederà di un millimetro e che non li sbarcherà in Italia. “Il mio obiettivo è il ‘no way’ australiano, e sulla Diciotti sono tutti immigrati illegali – ha sottolineato -. Io ho la coscienza a posto. Lavoro benissimo con il premier Giuseppe Conte, c’è una perfetta sintonia. Ieri mi ha chiesto informazioni e gliel’ho date mentre, da ministro e da padre, stavo dando indicazioni per far scendere i minori dalla nave”. Dall’Europa, inoltre, non giungono ancora segnali concreti. Le trattative sono febbrili, ma finora non si ha notizia di accordi. Di certo c’è, comunque, che da oggi i migranti nel Mediterraneo non potranno più essere rimandati in Libia. Di conseguenza, bisogna trovare intese certe e condivise in ambito UE, se non si vuole che la questione si riproponga su base quasi quotidiana.

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