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Libia, Tripoli lancia la caccia all’uomo contro Emad Al-Shagabi

Libia, Tripoli Lancia La Caccia All’uomo Contro Emad Al-Shagabi

Al via in Libia la caccia all’uomo nei confronti di Emad Al-Shagabi. Il terrorista, anello di congiunzione tra Ansar Al-Sharia e ISIS, si trova nel paese

In Libia, mentre continua lo stallo militare tra le forze di Fayez Sarraj e quelle di Khalifa Haftar, è cominciata la caccia all’uomo nei confronti di un pericoloso jihadista. Il ministro dell’Interno del GNA, Fathi Bashagha, ha ordinato di cercare ovunque Emad Al-Shagabi. L’umo è considerato la chiave di collegamento tra Ansar Al-Sharia (AAS) e ISIS. Il ministro, in una lettera a tutti i dipartimenti della sicurezza di Tripoli, ha sottolineato di avere informazioni sul terrorista, il quale si troverebbe nel paese africano. Questo, peraltro, è responsabile anche di numerosi attacchi a Tripoli e Bengasi e di minacce verso molti agenti di sicurezza. Nei suoi confronti è stato immediatamente emesso un mandato d’arresto. Ciò affinché l’alto personaggio di AAS e Daesh sia inserito subito nella lista dei soggetti a cui è vietato lasciare la nazione. Parallelamente, l’intelligence ha attivato tutti i contatti e le fonti per scovarlo.

Da Bengasi arrivano dichiarazioni shock sulla Conferenza di Berlino. Il portavoce dell’LNA, Al-Mismari: E’ una perdita di tempo, l’unica soluzione della crisi Sarraj-Haftar è quella militare. Non sacrificheremo 7.000 combattenti morti per firmare un accordo con l’inviato ONU Salamé

Intanto, da Bengasi arrivano delle novità inaspettate legate alla Conferenza di Berlino sulla Libia. L’evento, se tutto andrà secondo i piani, si dovrebbe tenere in Germania e vi parteciperanno sia il GNA e Sarraj sia i vertici politico-militari di Haftar. Almeno così si pensava fino ad oggi. Il portavoce dell’LNA, Ahmed Al-Mismari, ha affermato a Libya Channel – come riporta Libya Observer – che l’iniziativa sarà solo una perdita di tempo e che l’unica soluzione alla guerra civile nel paese africano è quella delle armi. “Abbiamo perso finora 7.000 combattenti – ha sottolineato citato dai media locali -. Non li abbiamo sacrificati per firmare accordi con l’inviato ONU, Ghassan Salamé e per arrivare a un cessate il fuoco con criminali e terroristi”. Inoltre, ha confermato la presenza dei contractors russi tra i suoi uomini. A proposito, però, si è limitato a dire che sono “due equipaggi, i quali svolgono lavoro tecnico e manutenzione dei veicoli militari”.

A nome di chi parla Al-Misrari? Suo o dell’LNA? In entrambi i casi le sue affermazioni danneggiano Haftar. O non controlla più i suoi uomini o usa la Conferenza di Berlino solo per prendere tempo e sperare di sbloccare lo stallo militare con Tripoli al più presto

Le dichiarazioni di Al-Mismari giungono come un fulmine a ciel sereno sui negoziati febbrili che la comunità internazionale sta portando avanti, affinché Sarraj e Haftar si siedano allo stesso tavolo a Berlino e giungano a un’intesa. Non è chiaro, infatti, se l’alto ufficiale parlasse a suo nome o nel ruolo di portavoce dell’LNA. In entrambi i casi quanto accaduto è grave. Nel primo è un segno che il Generale non controlla più i suoi uomini, anche ai massimi livelli. Nel secondo, che l’uomo forte della Cirenaica sta solo cercando di prendere tempo, sperando che il pressing sulle sue truppe sia alleggerito. Ciò in modo di avere la chance di sbloccare la situazione a Tripoli. Di certo c’è che se questi sono i presupposti, la Conferenza di Berlino potrebbe slittare all’anno prossimo, a una data da destinarsi. 

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