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Libia, Sudan, Egitto ed Etiopia insieme per la protezione congiunta dei confini

Libia, Sudan, Egitto Ed Etiopia Insieme Per La Protezione Congiunta Dei Confini

Libia, Sudan, Egitto ed Etiopia stanno lavorando insieme per creare una forza congiunta di protezione dei confini. Lo ha confermato il ministro della Difesa di Khartoum, Awad Ibn Ouf

Libia, Sudan, Egitto ed Etiopia stanno lavorando insieme per creare una forza congiunta di protezione dei confini. Lo ha confermato il ministro della Difesa di Khartoum, Awad Ibn Ouf, spiegando al Parlamento che si stanno mettendo a punto gli accordi e che a proposito sono in corso consultazioni tra i quattro paesi. L’obiettivo è garantire la sicurezza dei confini, sulla base dell’esperienza di successo della forza di protezione sudanese-ciadiana. Secondo quanto apprende Difesa e Sicurezza da fonti locali, verranno costituiti quattro contingenti, uno per ogni confine. Questi saranno composti da militari dell’esercito dei due paesi confinanti e faranno capo a comandi congiunti, alla cui guida ci sarà un alto ufficiale di una delle due parti a rotazione. Infine, i comandi saranno coordinati da un unico organismo su base quadrilaterale (anch’esso gestito da uno dei membri della partnership a rotazione).

Le nuove forze sono complementari al piano d’azione di Ciad, Libia e Niger. L’obiettivo è comune: combattere criminalità transnazionale e terrorismo nella regione africana

Le forze congiunte di protezione dei confini sono, peraltro, complementari al piano d’azione siglato lo scorso aprile a Niamey da Ciad, Libia e Niger. Questo prevede operazioni coordinate delle forze armate dei tre paesi africani contro il crimine transnazionale e il terrorismo nella regione. Soprattutto lungo le frontiere comuni. tanto che a giugno fu firmato un accordo per il loro controllo e protezione. Non sono ancora stati definiti i modi, ma è certo che i nuovi assetti in via di costituzione scambieranno informazioni con quelli già presenti sui territori. Ciò per tracciare gruppi di criminali e terroristi “nomadi”, nonché per massimizzare l’efficienza e l’efficacia delle azioni di contrasto. Sulla falsariga di quanto già fatto da Sudan e Ciad, che nel 2010 hanno normalizzato le relazioni e creato la forza joint. Questa nel tempo ha dato risultati di rilievo, tanto che sono stati estesi i suoi compiti.

Photo Credits: Perry-Castañeda Library Map Collection

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