Libia: il sud è nel caos tra Isis, mercenari chadiani e Janjaweed sudanesi

Libia AsifatWattan Hsc Hor Tobruk Mishri Lpa AQIM Statoislamico Sabha Ubari Criminali Hcs Isis Sabha Sud Trafficodiesseriumani Trafficodidroga Sudan Ciad Mercenari Janjaweed Sirte Lng Sabha RADA Algeria Niger Tunisia Nato Russia Haftar Onu Ue Lega Araba Gna Italia Migranti Serraj Haftar Sabha Mappa Russia Nato

Il sindaco di Sabha: mercenari dell’opposizione chadiana hanno occupato diversi edifici in città e nella zona imperversano i Janjaweed sudanesi oltre a Isis

In Libia non è solo Isis a minacciare la sicurezza della popolazione e a preoccupare la comunità internazionale. Ma, soprattutto a sud, ci sono anche altre formazioni. Il sindaco esecutivo di Sabha Abu Saif, citato dai media locali, ha chiesto un intervento delle forze di sicurezza in città per eliminare organizzazioni di criminali straniere che operano nella zona. E non faceva riferimento al Daesh, ma ad altri, In particolare a mercenari facenti capo all’opposizione chadiana, che controllano alcuni edifici in città. Incluso l’hotel Jabal. Tanto che hanno issato la bandiera nazionale sul tetto dell’albergo. Inoltre, i ribelli sudanesi Janjaweed dilagano tra Sabha e Ghadwa. A proposito Saif ha chiesto aiuto a tutti per cacciare le “forze di occupazione”. Non importa se a intervenire saranno le forze del Governo di Accordo Nazionale (GNA) o quelle dell’operazione Dignity del generale Khalifa Haftar.

Il sud della Libia è una polveriera, nonché terra fiorente per crimini come i traffici di esseri umani e di droga. Nuovo sequestro di Tramadol a Misurata

A peggiorare la situazione nel sud della Libia ci sono anche gli scontri interni tra fazioni e tribù. L’ultimo è avvenuto nelle scorse ore proprio a Sabha.Nella zona c’è grande tensione e nessuno dei leader locali è disposto a cedere su principi o territori. Intanto, la criminalità nel quadrante dilaga. Sia che si tratti di traffici di esseri umani sia di droga. Le autorità di Tripoli hanno sequestrato nei giorni scorsi 11 milioni di pillole di Tramadol (un oppiaceo sintetico, soprannominato la droga del combattente) nel porto di Misurata. Non si sa a chi appartenessero, ma si sospetta Isis o gruppi criminali locali. Daesh non è nuovo all’impiego del farmaco per distribuirlo tra i jihadisti o venderlo al mercato nero, come i “concorrenti”. La differenza è che lo Stato Islamico usa i ricavati per finanziarsi, gli altri per profitto. Peraltro, sembra che il carico fosse destinato al sud della Libia.