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Libia, stallo militare tra Sarraj e Haftar. Si affaccia la minaccia del Coronavirus

Continua lo stallo militare tra Sarraj e Haftar. L’LNA attacca ancora Mitiga e le forze del GNA reagiscono bombardando Qasr Ben Ghashir, nonché difendendo Gharyan

In Libia continua lo stallo militare, nonostante la violenta offensiva aerea di Khalifa Haftar e i contrattacchi di fayez Sarraj. Il Generale ha nuovamente preso di mira l’aeroporto di Mitiga per cercare di distruggere i centri di comando e controllo dei droni turchi. Peraltro alcuni strike sono avvenuti già da venerdì, durante la fine delle preghiere tradizionali. Inoltre, l’LNA ha lanciato un nuovo attacco alla periferia di Aziziyah, per cercare di isolare Tripoli da Gharyan. Le forze del GNA, invece, hanno distrutto alcuni assetti nemici e un deposito di armi a Qasr Ben Ghashir e dall’altopiano è stato respinto un tentativo di attacco dall’asse di Suouk El Khamis. La situazione generale, comunque, rimane sostanzialmente invariata e nessuna delle due parti sembra interessata al momento a intavolare nuovi negoziati.

Intanto, in Libia si affaccia la minaccia del Coronavirus. Si vocifera di due casi a Est, anche se Bengasi smentisce. Tripoli nel frattempo blinda i confini a ovest per ridurre i rischi

Intanto, in Libia si affaccia la minaccia del Coronavirus. Sui social media è stata rilanciata numerose volte la notizia circa due presunti casi di infezione da COVID-19 in una famiglia nell’est del paese, di cui uno peraltro sarebbe già morto. Il dato è stato smentito dalle autorità sanitarie di Haftar, le quali affermano che a Bengasi non c’è alcun segnale dell’arrivo della pandemia o di persona contagiata. La dichiarazione, però, da alcuni viene considerata un tentativo di scarsa trasparenza sulla situazione nel paese nord africano. A ovest, il governo di Fayez Sarraj non registra per ora contagi e monitora attentamente l’evoluzione della pandemia. Inoltre, ha chiuso i confini con l’Algeria e la Tunisia per ridurre i rischi che il virus arrivi nell’area di Tripoli, a seguito del movimento di merci e persone alle frontiere e del fatto che nelle nazioni vicine sono stati registrati casi.

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